Digital divide/ Congelati gli investimenti pubblici, restano solo i privati: NGI estende la rete wireless Eolo nelle aree fuori Rete

Venerdì, 6 novembre 2009 - 16:16:00

digital divide

L'annuncio di Gianni Letta, del congelamento da parte del Cipe degli 800 milioni di euro previsti dal cosiddetto Piano Romani per l'abbattimento del digital divide attraverso la diffusione della banda larga, arriva a pochi giorni dallo IAB Forum - dove gli operatori del mercato della pubblicità online hanno indicato nel web uno dei fattori trainanti della ripresa economica - e in pieno Com-PA, il salone dei servizi per la Pubblica Amministrazione, dove l'operatore tlc NGI ha rimarcato come il digital divide rallenti lo sviluppo dell’Italia e la allontani dagli standard degni di un paese membro del G8.
I dati sono chiari: a tuttoggi almeno un terzo delle aziende e il 12% della popolazione non sono ancora presenti in Rete, in un Paese in cui il 48,4% della popolazione risiede in aree urbane, il 38% in aree suburbane e il 13,6% in aree rurali.

In mancanza di investimenti pubblici, l'unica speranza resta al momento riposta in quelli privati: proprio al Com-PA NGI ha rilanciato il progetto Eolo, lanciato nel 2002 per portare connettività veloce sul territorio italiano attraverso la realizzazione della più grande rete di trasporto wireless IP proprietaria, totalmente indipendente da quella di Telecom Italia e realizzata interamente, appunto, con capitali privati.
In  concreto, Eolo prevede l’installazione di ripetitori radio (BTS) che diffondono il segnale sul territorio. E i risultati di copertura sono confortanti: dopo due anni di lavoro (Eolo ha preso il via nel 2007 a Varese) sono oltre 35mila i clienti raggiunti con un investimento di 10 milioni di euro. Finora è stata fornita connettività a banda larga a 3mila comuni in 26 province di 5 regioni del Nord Italia, ma l'obiettivo è ancora più ambizioso: in programma c'è l’attivazione di oltre 120 BTS sul territorio ligure ed emiliano-romagnolo, che permetteranno alla rete Eolo di estendere la copertura del servizio nel nord del Paese.

Luca Spada, a.d. di NGI, lancia un appello alle amministrazioni pubbliche: "Come emerge dai dati in nostro possesso, recentemente confermati dal rapporto 'Osservatorio Italia Digitale 2.0' di Confindustria, il digital divide in Italia è ancora molto forte e ha delle gravi ripercussioni economiche, sociali e culturali. Il fenomeno del divario digitale può essere contrastato solo colmando il gap infrastrutturale: esistono ancora troppe zone in cui la banda larga non è accessibile né all’utenza casalinga né alle aziende e questo per mancanza di infrastrutture. Per questo rinnoviamo la nostra disponibilità a collaborare con le istituzioni per ampliare la rete Eolo, dando priorità ai territori maggiormente in difficoltà".

Per Spada, "Eolo è una delle alternative percorribili per il definitivo abbattimento del digital divide in Italia, come sottolineano i documenti istituzionali dell’Osservatorio Banda Larga Between, pubblicati il  20 maggio scorso, e a pagina 47 del cosiddetto Rapporto Caio".
Tra le infrastrutture più recenti realizzate da NGI nell'ambito del progetto Eolo vi sono i 30 impianti installati in Valtellina per coprire in banda larga in 95% della provincia di Sondrio ("E'stato installato un ripetitore anche allo Stelvio per dare connettività a larga banda a tutti gli alberghi presenti al passo, ed entro l'anno arriveremo in Val Masino e Aprica", spiega Spada) e i 35 dislocati nella provincia di Verbania, dove l'internet veloce è arrivata anche in località che si trovavano in situazioni di estremo digital divide come il Parco dell'Alpe Devero, la Valle Strona e la Valle Antrona.

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