Editoria in crisi/ Chiude Diario dopo 13 anni. L'editore Formenton: "Non ci sono risorse per continuare"
Addio a Diario dopo 13 anni. Il numero di dicembre sarà l’ultimo, almeno nella tradizionale forma cartacea. Lo annuncia l’editore Luca Formenton, in una nota pubblicata sullo stesso mensile. Fondato da Enrico Deaglio come supplemento de L’Unità e poi divenuto testata autonoma, dal 2008 era diretto da Massimo Rebotti, già direttore di Radio Popolare.
“Quando abbiamo ripreso le pubblicazioni nel febbraio del 2008, prima ancora con Enrico Deaglio, l’iniziatore del giornale come lui ama definirsi, e poi con Massimo Rebotti - scrive Formenton - ci eravamo dati due anni di tempo per verificare la possibilità di continuare, rinnovando il progetto, e rimanere nel mondo della carta stampata. Voglio ringraziare il direttore e tutta la redazione per aver lavorato con passione e impegno, in un momento difficile per tutta l’informazione, alla realizzazione di un mensile che, per citare Massimo, raccontasse il piano inclinato su cui sta scivolando la società italiana, confrontandolo con quello che succede altrove. Purtroppo il difficile momento economico e le risorse limitate non ci consentono di proseguire”.
“Un ringraziamento particolare a tutti i lettori che ci sono rimasti fedeli in questi anni seguendoci nelle trasformazioni del giornale e sapendo che siamo sempre stati guidati da un principio: la verità innanzitutto, nel dubbio un po’ a sinistra (motto del fondatore di Der Spiegel Rudolf Augstein, ndr) . Abbiamo alle spalle tredici anni di informazione, inchieste vecchio stile, una rete ampia di amici e collaboratori e un nome, Diario, che - conclude Formenton - è sinonimo di vero giornalismo. Una grande esperienza umana e affettiva che non andrà dispersa”.



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