Il default non è nè di destra nè di sinistra
Abbiamo scherzato e riempito pagine di giornali sull'Onda dell'università, combinato disposto tra il periodico giovanilismo ribelle d'autunno (lo siamo stati tutti, "si scopa in assemblea") e il corporativismo baronale contrario a ogni cambiamento. Ma pazienza, il caso si è sgonfiato dopo le canoniche tre o quattro settimane.
Poi abbiamo cavalcato la storia da weekend dell'Iva di Sky. Guai quando le cose succedono nel weekend, i giornali non hanno un c... (come si dice in gergo) e devono pure titolare. E allora si monta a go go, sempre lesti quando si tratta di dare un calcio nei c. a Silvio Berlusconi e a liberare le fantasie sessuali sovreccitate da quel fenomeno erotico-mediatico-sonoro di Ilaria D'Amico ("il caporedattore non è di legno", andresti a cena con la D'Amico o con Berlusconi? E tu con chi stai? Sentiamo Umberto Eco?).
Ma ora andiamo cauti con la storia del default. Qui non c'è proprio da scherzare, nè da montare la panna, ragazzi. L'Italia, come si sa, sta messa male e deve curarsi molto dei suoi conti pubblici, saccheggiati da decenni di assalti alla diligenza da parte dei politici irresponsabili che si sono succeduti negli ultimi 30 anni alla guida del Paese.
Calma e gesso, ragazzi. Le parole di Sacconi, teoriche ed esemplificative di un ragionamento fatto a dei giovani, vanno peraltro prese cum grano salis. Contengono una verità, che va sottratta alle logiche del sensazionalismo giornalistico e del campanilismo fazioso. Perchè tutti sanno che l'Italia sta messa male ed è un Paese a rischio. E basta parlare con chi conosce da vicino i numeri per capire che c'è davvero poco da scherzare. Evitiamo dunque scorribande giornalistiche e improbabili scoop. L'azione di controllo e risanamento dei conti pubblici è indispensabile, il tiro al piccione contro Tremonti è idiota e autolesionistico. La lotta agli sprechi e la ricerca dell'avanzo primario, la facevano con rigore Padoa Schioppa e Prodi, ora la fanno Tremonti e Berlusconi. Perchè il default non è nè di destra nè di sinistra. Se accade saltiamo tutti.
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