Decreto anticrisi/ Incentivi per pompe, forni, macchine industriali: e l'innovazione? Firma la petzione al Governo
Questo “Decreto anticrisi” sottovaluta quindi la leva e le potenzialità ricavabili da una sistematica politica nazionale di innovazione digitale nelle imprese italiane, quale azione di contrasto diretta alla crisi in atto, un investimento strategico che come è noto, offrirebbe ritorni 7 volte maggiori rispetto agli investimenti tradizionali.
Ma non solo, non offrendo alcun incentivo alle imprese per “passare al digitale”, si compromette seriamente qualunque possibile recupero della competitività e conquista di nuovi mercati da parte delle PMI Italiane, in un contesto internazionale dove tutti, ma proprio tutti, stanno investendo nel digitale, quale piattaforma sulla quale costruire le future politiche nazionali.
Non è comunque mai troppo tardi!
Ora è il momento di far sentire la voce che “chiede Innovazione”, affinché nei prossimi passaggi del decreto, nella sua trasformazione in legge, possa essere modificato, estendendo gli incentivi anche alle tecnologie digitali.
Sarebbe un atto concreto, immediato, per provare ad uscire dalla “spirale negativa” in cui è precipitata l’economia e l’industria nazionale che oltre frontiera, sempre più fatica a tenere il passo delle altre nazioni, molto più attente al proprio rilancio digitale, di quello che appare essere l’approccio strategico tratteggiato nel decreto appena varato dal Governo.
“Fare innovazione” dovrebbe essere un must e non un’opzione secondaria per un paese moderno che vuole sperare in un concreto futuro.
E questo futuro parte proprio dal definire strategico il “passare al digitale” per le milioni di piccole imprese che invece, giorno dopo giorno, sono costrette ad abbassare la saracinesca, a causa della selezione darwiniana di un futuro che avanza, ma verso il quale non possiedono gli strumenti adatti per potere sopravvivere, venendo così condannate alla loro estinzione.
Il Paese non può attendere oltre: si cominci con il cambiare questo decreto.
Basta poco che c’è vò?



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