Decreto anticrisi/ Incentivi per pompe, forni, macchine industriali: e l'innovazione? Firma la petzione al Governo
di Alberto Fattori
| Decreto anticrisi/ Il provvedimento del Governo esclude la detassazione per l'acquisto di beni informatici. Assinform: "Sottovaluta l'innovazione" |
Bene, mentre la prima non genera ricchezza se non per giornali di gossip connessi, la seconda rappresenterebbe l’opportunità del paese per cercare di crearsi un possibile futuro, al momento compromesso da decenni di scelte errate e miopi, dei diversi governi e gruppi di potere (lobby) che si sono succeduti.
Siccome non è “mai troppo tardi” per fare la cosa giusta, come del resto stanno facendo tutti i paesi occidentali, alla disperata ricerca di “correggere” l’errato approccio che ha provocato la crisi mondiale in atto, nei mesi scorsi, anche l’Italia aveva dichiarato di voler “riscrivere” il proprio futuro, partendo proprio da una sistematica Innovazione.
Con ansia si aspettava quindi il varo, del “Decreto anticrisi”, sbandierato per “mari e monti” da Berlusconi, come il “salvavita” per il paese, la pietra miliare per costruirne il futuro.
Leggendolo e rileggendolo sembra però più che un documento che delinea un futuro, qualcosa pensato per il suo passato, tanto che si potrebbe confondere come un atto redatto a fine anni ’60, in pieno boom economico, piuttosto che qualcosa pensato e scritto nel 2009 per gli anni a venire!
Il nocciolo della questione la si trova all’articolo 5, che prevede “uno sconto del 50% sulla tassazione degli utili delle imprese che investiranno per acquistare macchinari e apparecchiature compresi nella divisione 28 della tabella Ateco”.
Avete provato a vedere cosa dice la “mitica” divisione 28 della tabella Ateco? (vedi link)
Bene, sorprendentemente alla divisione 28, appartengono tra l’altro:
• Fabbricazione di altri rubinetti e valvole,
• Fabbricazione di altre pompe e compressori,
• Fabbricazione di organi di trasmissione,
• Fabbricazione di cuscinetti a sfere,
• Fabbricazione di forni, fornaci e bruciatori,
• Fabbricazione di ascensori, montacarichi e scale mobili,
• Fabbricazione di gru, argani, verricelli a mano e a motore,
• Fabbricazione di altre macchine e apparecchi di sollevamento e movimentazione,
• Fabbricazione di attrezzature di uso non domestico per la refrigerazione e la ventilazione,
• Fabbricazione di bilance e di macchine automatiche per la vendita e la distribuzione
• Fabbricazione di macchine e apparecchi per le industrie chimiche, petrolchimiche e petrolifere
• Fabbricazione di trattori agricoli
• Fabbricazione di altre macchine per l'agricoltura, la silvicoltura e la zootecnia
• Fabbricazione di macchine per la metallurgia
• Fabbricazione di macchine per l'industria alimentare, delle bevande e del tabacco
• Fabbricazione di macchine tessili, di macchine e di impianti per il trattamento ausiliario dei tessili, di macchine per cucire e per maglieria
• Fabbricazione di macchine e apparecchi per l'industria delle pelli, del cuoio e delle calzature
• Fabbricazione di apparecchiature e di macchine per lavanderie e stirerie
• Fabbricazione di macchine per l'industria della carta e del cartone
• Etc…..
In sostanza pompe, forni, macchine ed utensili ad uso industriale, mentre del tutto assente è qualsiasi investimento in hardware e software o innovazione delle tecnologie digitali per le imprese italiane.



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