De Agostini/ Il mea culpa di Boroli: "Dovevamo ritirarci dalla cartografia tradizionale"
Il gruppo editoriale De Agostini vuole mantenere la leadership nel settore della cartografia tradizionale, ovvero gli atlanti, ma la crisi sta colpendo particolarmente proprio quello specifico comparto. Lo ribadisce, in una lettera, il presidente Pietro Boroli, commentando la denuncia dei sindacati sulla "cessazione a tutti gli effetti", dopo l'annuncio di 237 esuberi di cui 147 a Novara.
"La crisi - precisa Boroli - è di alcune aree di business e società appartenenti a De Agostini Editore, la sub-holding editoriale del gruppo De Agostini. L'editoria sta attraversando ormai da alcuni anni una crisi strutturale che è davanti agli occhi di tutti - prosegue la lettera del presidente - il declino è particolarmente evidente in due dei nostri settori: le Grandi Opere e la Cartografia ma non ha risparmiato nemmeno il Collezionabile, il Direct Marketing e le Iniziative Speciali".
La conseguenza è "la necessità di un ridimensionamento globale delle attività dell'azienda. In particolare, la Cartografia Stradale e Geografica perde da molti anni cifre importanti. Gli investimenti in innovazione sono stati ingenti in particolare nella Cartografia Stradale commettendo sì un grave errore, quello di non aver smesso quattro o cinque anni fa. Certo non abbiamo inventato il navigatore satellitare. Per farlo le case automobilistiche e i consorzi finanziati dai fondi europei hanno investito miliardi di euro e nessun editore al mondo ne è stato partecipe. Chi ha dato le mappe satellitari a Google? La NASA. In esclusiva! E' ingenuo credere che qualche operatore non americano avrebbe avuto qualche chance".
La volontà del gruppo è comunque "quella di continuare le attività della cartografia tradizionale (gli atlanti) restandone leader non solo in Italia. Credo che l'unica vera "umiliazione", sconfitta, per me, per gli azionisti, per il management sia la perdita di posti di lavoro, la sofferenza che ciò si porta dietro e le difficoltà che molte famiglie incontreranno. Speriamo tutti che queste difficoltà potranno essere attutite attraverso un confronto costruttivo".



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