Il Corsera e le bufale mastelliane

Mercoledì, 12 gennaio 2011 - 18:59:00

di Pietro Mancini

Anche i grandi statisti, come i più autorevoli giornali, talvolta, sbagliano. Certo, la "bufala" in cui sono incappati l'ex ministro della Giustizia del governo Prodi (2006-2008), Clemente Mastella, e il Corriere della Sera non è di lieve entità.

In una  intervista, che Travaglio ha definito "strepitosa" (e stavolta non si può dar torto al vice-driettore del Fatto Quotidiano...), rilasciata al quotidiano di via Solferino, l’ex Guardasigilli del centro-sinistra, poi passato con il Cavaliere e attuale europarlamentare del PDL, si è attribuito il merito di aver affrontato la "grana Cesare Battisti", nel 2006, con il collega francese Pascal Clement: «Dissi al mio collega transalpino - con lui ero diventato grande amico, anche a causa dei nostri nomi quasi uguali...- che la dottrina dell' ex Presidente socialista,  Monsieur Francois Mitterrand, non avrebbe potuto riguardare un delinquentone, come Battisti, che aveva ammazzato quattro innocenti...»

In realtà, nel 2006, l'assassino dell'orefice Torregiani, ormai, come direbbe un altro ex ministro, ma duro avversario del notabile sannita, Tonino Di Pietro, con la Francia, non ci azzeccava più nulla. Infatti, il mediocre giallista, simpatico pure a Madame Carla Bruni, bella come oggi ma non ancora PRemière Dame, era ben lontano da Parigi e dai suoi compagni francesi. Infatti, il furbone ex terrorista dei PAC era scappato ben 2 anni prima dal presunto colloquio Mastella-Clement, cioè nell’agosto 2004. E si era reso uccel di bosco proprio a seguito della richiesta di estradizione - preparata nel Ministero di via Arenula, meticolosamente, dalla dottoressa Nadia Plastina, ex capo dell' Ufficio dei GIP di Cosenza - e avanzata dall'allora Guardasigilli del secondo governo Berlusconi, il leghista Roberto Castelli. Pratica che le toghe d'oltralpe avevano riconosciuto fondata e legittima, in ogni grado di giudizio, accogliendola "in toto".

E, nel bocciare l’ultimo ricorso, inoltrato dai legali dello spietato criminale, condannato in Italia all'ergastolo, il Consiglio di Stato della République de France, nel 2005, aveva motivato l’estradizione proprio con la «dottrina Mitterrand» - si', quella considerata un ostacolo da Mastella... - che prevedeva l’espulsione dei rifugiati colpevoli, o complici, di «crimini di sangue». Forse, l'ex ministro campano di Prodi, e prima di Berlusconi, e nella Prima Repubblica braccio destro di don Ciriaco De Mita, ha voluto, a modo suo, dar ragione al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano... Come si ricorderà, qualche giorno fa, il Capo dello Stato ha sostenuto che, sul caso di Cesare Battisti, i nostri governanti non si erano fatti ben comprendere all’estero...

Da parte sua, il Corriere, prima di pubblicarla con rilievo, avrebbe potuto verificare l'attendibilità, e soprattutto le date, dell'ennesima esternazione mastelliana...

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