Violata la Net Neutrality, è polemica sull'Internet a 2 velocità

Lunedì, 16 agosto 2010 - 13:52:00

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Nei giorni scorsi i 2 colossi statunitensi delle comunicazioni a livello globale, Google e Verizon Wireless, hanno annunciato di voler siglare un accordo che sostanzialmente va contro i principi di Internet che da sempre sono apparsi ai più scontati ma che di fatto non lo sono.

Quanto prospettato da Google e Verizon, infatti, va contro il concetto stesso di Net Neutrality, la neutralità della Rete, poiché mirerebbe ad istituire una Internet a 2 velocità: un servizio più veloce e con più banda a disposizione per chi potrà permettersi di pagarlo ed uno di base per tutti gli altri, anche se non è ancora chiaro quali ambiti e zone geografiche andrà ad influenzare.

In base a questo accordo, dunque, soltanto una somma di denaro potrà mettere a disposizione dei proprietari o editori di siti web una quantità maggiore di banda per consentire ai propri utenti o lettori di scaricare i propri contenuti, mentre chi non potrà permetterselo dovrà accontentarsi di un servizio base.

Questa, almeno, è la visione degli estremisti del gratis, catastrofista come un kolossal hollywoodiano. La realtà è meno spettacolare e più prosaica. Negli ultimi due anni il traffico dati su rete mobile si è fatto sempre più pesante. Servono forti investimenti e le telecom non vogliono essere le uniche a pagare il conto. Ecco perché probabilmente Internet su rete fissa resterà «neutrale» mentre nella telefonia mobile e nelle reti a banda ultralarga si arriverà a concordare variazioni di «pedaggio» tra fornitori di contenuti e gestori delle reti. Parliamo di un’evoluzione inevitabile, ma, come molte cose inevitabili, impopolare. E non è detto che l’autorità americana delle comunicazioni Fcc, sensibile agli umori dell’opinione pubblica, la faccia passare subito. Tuttavia, piaccia o no, la strada è questa. L’accordo Google-Verizon perciò è destinato a segnare l’inizio di «Internet parte seconda»; al quale altri accordi simili seguiranno.

Di grave c'è che chi pagherà di più potrà mettere online a piacimento contenuti più veloci e di maggiore impatto, come video e materiale multimediale, mentre tutti gli altri dovranno continuare a prediligere il solo testo, perdendo così di visibilità.E quindi addio alla democraticità di Internet come l'abbiamo sempre conosciuta grazie a quello che appare come un filtro sui contenuti che potrebbe scardinare sul web gli equilibri della libertà di informazione mettendola ancora una volta nelle mani di pochi, potenti editori.

Google si è difesa affermando che i termini dell'accordo sarebbero differenti e che la libertà della Rete non sarebbe in discussione, ma intanto già le associazioni dei consumatori degli Stati Uniti si sono mosse contro l'accordo, supportate da un centinaio di utenti che l'altroieri hanno protestato davanti agli uffici californiani dell'azienda.

L'accusa principale mossa nei confronti dell'azienda di Mountain View è quella di aver tratto il massimo profitto costruendo il proprio successo e la propria potenza proprio approfittando della libertà di Internet e di volerla ora sacrificare in nome di meri guadagni.

 

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