Congresso Fnsi/ Primo faccia a faccia fra Confalonieri e De Benedetti: "Innovazione per rispondere alla sfida multimediale e digitale"
In scena al 26mo Congresso Nazionale della Stampa Italiana, che prende il via a Bergamo, il primo faccia a faccia tra Fedele Confalonieri e Carlo De Benedetti, rispettivamente presidente di Mediaset (e da sempre fedelissimo di Silvio Berlusconi) e numero uno del gruppo L’Espresso (e acerrimo rivale del Cavaliere).
Mediaset/ Confalonieri: al via entro l'anno il canale all news

"I nostri giornalisti devono diventare multimediali e digitali". Per Fedele Confalonieri è questa la sfida che hanno di fronte i professionisti dell’informazione. Un discorso che ”vale non solo per i giornalisti della tv, ma anche per quelli della carta stampata”.
Per Confalonieri, "con la trasformazione tecnologica dovuta a internet e al digitale abbiamo preso atto che dovevamo ampliare l’offerta". Per farlo però, occorre chiedere ai giornalisti ”flessibilità e capacità di trasformarsi”. Ed è per questo che in Mediaset "ci si è convertiti", dato che "siamo riusciti a fare accordi molto importanti con i nostri rappresentanti sindacali che hanno capito il momento storico". Da Confalonieri un appello rivolto agli addetti ai lavori: "Bisogna guardare anche indietro e lanciare un monito a chi fa il celodurista sia da una parte che dall’altra".
Per Carlo De Benedetti bisogna puntare sull’innovazione per sancire una nuova alleanza tra giornalisti ed editori. Di fronte a un settore, quello editoriale, profondamente mutato a causa della digitalizzazione e dell’avvento di internet, secondo De Benedetti "il motto che deve legare editori a giornalisti è innovare, innovare, innovare". L’obiettivo comune deve essere quello di una "intelligente alleanza tra innovatori", cosa che per De Benedetti rappresenta "l’unica via da percorrere nei prossimi anni". Il settore dell’editoria sta dunque vivendo una profonda trasformazione, di fronte alla quale "solo una cosa non si potrà fare: fermarsi. E questo - ha puntualizzato - vale tanto per gli editori quanto per i giornalisti".
Il numero uno del gruppo L’Espresso si è poi soffermato su quelle che ha definito "profezie degli anni scorsi", quelle che in pratica prospettavano una moria della carta stampata e l’inutilità del lavoro giornalistico. Tutte "sciocchezze" per De Benedetti, che ha spiegato: "I giornali non moriranno ma non stanno per nulla bene". Quanto ai giornalisti, secondo De Benedetti non è vero che non serviranno più: "Non c’è niente di più falso".
"Gli ingressi pubblicitari da internet de L'Espresso dovranno superare il 20% dei nostri ricavi entro tre anni", ha poi detto De Benedetti.



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