Chi ha ucciso il Manifesto?
Nella manovra economica votata dalla Camera lunedì scorso (ora tocca al Senato votare) c'è una norma che riduce al lumicino i finanziamenti pubblici ai giornali politici. Però restano intatti altri finanziamenti di Stato, versati come rimborso per varie spese (carta... e altro), che ogni anno arrivano ai grandi giornali. Solo per capirci: il Corsera ogni anno incassa 23 milioni di contributi pubblici, il Sole24Ore 17. Nemmeno troppo per questi grandi giornali, ma tantissimi soldi per uno piccolo, che con quei denari, o anche molti di meno, potrebbe campare alla grande e pianificare con una certa serenità il suo futuro.
Se la norma non dovesse essere cambiata in tanti vedrebbero ridursi il proprio budget annuale: dal Manifesto all'Unità, da Liberazione al Secolo, fino alla Padania, all'Avvenire, a Europa, al Foglio e allo stesso Libero di Feltri.
Tuttavia qualche differenza c'è: molti di questi giornali hanno alle spalle grandi gruppi privati o movimenti politici di rilievo interessati a procrastinarne l'esistenza e, se del caso, a ripianarne i debiti. Non è così per il Manifesto e Liberazione. Che qualcuno abbia deciso di sbarazzarsi di questi due quotidiani? Non possiamo dirlo così su due piedi, però la norma in questione forse difetta un po' di democrazia...



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