Lettera aperta a Berlusconi/ Il premier cinese Wen Jiabao parla con i cittadini in chat. Quando lo farà anche il presidente del Consiglio italiano?

Lunedì, 1 marzo 2010 - 12:28:00

di Alberto Fattori
da Shanghai

Sabato dalle 3 del pomeriggio ora locale (le vostre 8 di mattina), il premier cinese Wen Jiabao è stato in chat e ha risposto alle migliaia di domande che stanno arrivando in via telematica.

A quando un Berlusconi in chat anche in Italia?

Sarebbe un bel gesto, un segno per riconoscere l’importanza dei social media quale asset del futuro sociale che avanza e l’apertura di un contatto “digitale” reale e poter rispondere, alle crescenti critiche e ai “pruriti mediatici” per ben altri “contatti” portati poi dritti a ricoprire alte cariche politiche, senza passare dal via (veline ed affini).

Wen Jiabao internet chat
Wen Jiabao in chat
Caro Presidente: la “politica della televisione” se analizzata a fondo e senza pregiudizi (o interessi), sembra stia contribuendo in maniera determinante allo scollamento crescente tra cittadino ed eletto, visto che i programmi di opinione, così come i giornali di riferimento, sono visti e seguiti solo da una esigua minoranza di cittadini, una sorta di elitè.
Penso sappia come il Corriere della Sera sia di fatto letto solo dal 2% della popolazione, mentre il sistema dei quotidiani su cui si fanno le quotidiane guerre mediatiche di questi tempi, lo sia solo dal 10%??

E i talk show alla Vespa? Solo il 3–4% della popolazione! Un’inezia.
La questione che sembra emergere chiaramente è come, più si continui con questa politica mediatica quale veicolo dell’azione politica nazionale e locale, più lo scollamento cresca. Non è quindi casuale il successo crescente della Lega che guarda caso fa esattamente il contrario ed agisce sul terreno del rapporto diretto tra persone, indirizzando le relazioni e gli sforzi a salvaguardare ben precise problematiche e non generiche dichiarazioni d’intenti.

Quindi il pragmatismo reale delle Lega sta lentamente intaccando il mediatico-apparire del Pdl che sempre più lontano dai propri elettori e incollato SOLO grazie alla sua figura carismatica, sta di fatto “squagliandosi al sole”.

Le opposizioni poi sono sparite, perché tutte prese a cercare di competerle sul piano mediatico, dove oggettivamente appiano nettamente inferiori sia per competenze che per mezzi, nel contempo si sono dimenticate delle proprie origini e delle proprie identità, più pensate per un talk–show o una pubblicità di prodotto, che per una reale e convinta azione nel sociale e quale alternativa politica per il Paese.

Per cui partire dalla Rete, dove non esiste il paracadute e dove il contatto è diretto, vero, non intermediato da nessuno e dove si è “nudi” di fronte alla tastiera, unito ad un contemporaneo ritorno dei partiti a fare politica per le strade, in un rapporto diretto tra eletti ed elettori e non più negli studi televisivi come ora ed una legge elettorale che rispecchi questa dinamica e non quella da Talent Tv Show attuale, potrà sicuramente aiutare l’Italia a travasare il meglio che comunque esiste, verso la costruzione di un futuro migliore di quello attuale, fatto solo di scontri mediatici e dei “furbetti della politica” che sguazzano e proliferano in questo mondo politico disconnesso ormai dalla realtà e che vive solo nella propria “bolla mediatica”.

Bene, detto questo, la Cina, sempre citata quale esempio negativo con tanto di accuse dai campioni della rete, Google in testa, oggi ha dato sicuramente una pesante lezione ai paesi occidentali e lanciato una sfida che sarebbe il caso di accettare, magari istituzionalizzando un incontro periodico, stile il discorso del Presidente alla radio negli Usa, un “question time” fatto tutto sulla Rete, evitando così il teatrino delle accuse dell’“uso improprio” dello spazio pubblico e dell’assenza di contraddittorio, come invece le accade sempre quando usa i media televisivi per i suoi interventi.

Di sicuro l’italia all’ascolto sarà diversa da quella televisiva o giornalistica a cui è abituato. Ma la generazione del futuro e i “nati digitali” del paese sono tutti li e quale asset vero del paese, una visione lungimirante dovrebbe suggerire la necessità di creare con un contatto diretto e costante, otre ad essere anche un bel esempio di dialogo tra generazioni che manca nella vita politica italiana.

Sperando di vederla presto in chat.

Cordiali saluti da Shanghai.

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