Tg1, il Cda Rai fa saltare Minzolini. Maccari è il nuovo direttore

Come era previsto nell'ordine del giorno, il Cda Rai, su proposta del direttore generale Lorenza Lei, ha votato il trasferimento del direttore del Tg1 Augusto Minzolini ad altro incarico equivalente.
La proposta del direttore generale è stata formulata in base a quanto previsto dalla legge n. 97 del marzo 2001 relativa a dipendenti di aziende non solo della pubblica
amministrazione ma anche a prevalente partecipazione pubblica nel momento in cui sullo stesso soggetto pende un giudizio della magistratura penale.
Il Cda ha disposto quattro voti favorevoli (quelli di Nino Rizzo Nervo, Giorgio Van Straten, Alessio Gorla e quello del presidente Paolo Garimberti, che in caso di parità vale doppio), quattro voti contrari (Antonio Verro, Giovanna Bianchi Clerici, Angelo Maria Petroni e Guglielmo Rositani), mentre il consigliere Rodolfo De Laurentiis è uscito al momento del voto. La proposta é passata perchè in caso di parità il voto del presidente vale doppio, e in questo caso Paolo Garimberti ha votato a favore della rimozione, come del resto aveva preannunciato nei giorni scorsi.
Dal Consiglio è arrivato il via libera all’interim per Alberto Maccari, direttore fino al 31 gennaio 2012. La delibera è stata votata con una maggioranza più ampia: hanno votato a favore Antonio Verro, Gugliamo Rositani, Giovanna Bianchi Clerici, Alessio Gorla e il presidente Paolo Garimberti. Contrari Nino Rizzo Nervo, Rodolfo De Laurentiis e Angelo Maria Petroni. Mentre Giorgio Van Straten si è astenuto.
Adesso toccherà al direttore generale proporre a Minzolini un nuovo incarico, di peso equivalente a quello da cui è stato rimosso. Con ogni probabilità gli sarà proposta una destinazione all'estero, in un ufficio di corrispondenza di primissimo piano. Fermo restando che lo stesso Minzolini non decida di ricorrere al magistrato del lavoro per il reintegro qualora ritenesse inadeguato il nuovo incarico.
Lo scontro in CdA è stato tutto sulla interpretazione dell'articolo 3 della legge 97/2001, che secondo i legali consultati dalla Rai equiparano il lavoro privato al pubblico impiego e la legge e' pertanto applicabile anche all'azienda di viale Mazzini non in quanto essa appartenente alla pubblica amministrazione ma perche' caratterizzata da prevalente partecipazione pubblica. Al contrario, i consiglieri che hanno votato per il no alla rimozione ritengono non applicabile alla Rai questa legge.
MINZOLINI FA RICORSO A GIUDICE LAVORO,"RIMOZIONE IMMOTIVATA" - Augusto Minzolini non ci sta e annuncia il ricorso al giudice del lavoro contro la sua rimozione da direttore del Tg1 decisa a stretta maggioranza oggi dal Cda, provvedimento che reputa "sostanzialmente e profondamente illegittimo". In una dichiarazione diffusa in serata, proprio in coincidenza con l'inizio dell'edizione delle 20 del tg, Minzolini dice "considero la mia rimozione un atto frettoloso, carente nei presupposti e sostanzialmente immotivato. Credo non sia casuale che l'esito della votazione finita in perfetta parita' (determinante e' stato infatti a quel punto il voto del presidente Garimberti, a favore della rimozione, ndr) abbia prodotto il risultato che mi riservo di contestare". Minzolini sottolinea quindi "sorprende comunque che alcuni consiglieri dell'azienda, sebbene da me preventivamente informati, abbiano scelto di non tener conto delle guarentigie che il legislatore offre a tutti coloro che vengono colpiti da provvedimenti di una pubblica amministrazione quale la Rai ha scelto di considerarsi. Ritengo per ora di non dover aggiungere altro visto che la parola passa inevitabilmente ai miei legali e quindi al competente Giudice del Lavoro che si dovra' occupare della valutazione di un atto che reputo sostanzialmente e profondamente illegittimo".


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