Caso Villari/ E' davvero il colmo. Ora siamo noi a doverci difendere!
di Antonello Soro
capogruppo Pd alla Camera
E' davvero il colmo. Ora siamo noi a doverci difendere! La vicenda della Vigilanza Rai ha i caratteri del degrado del costume politico. L'incoraggiamento interessato di Gasparri, Storace, etc... dovrebbe far nascere in Villari un certo imbarazzo e consigliare un rapido ripensamento.
Trovo invece sorprendenti le parole dei radicali, normalmente attenti al valore delle regole. Penso che in questa circostanza commettano un grossolano errore di giudizio. Bonino si chiede retoricamente se un accordo tra i partiti possa prevalere sul funzionamento delle istituzioni. Potrei dire che senza accordo tra i partiti né la maggioranza né l'opposizione potrebbero mai eleggere i propri rappresentanti nelle istituzioni.
Mi chiedo che cosa sarebbe accaduto, in assenza di accordi, in occasione dell'elezione degli stessi Presidenti e Vice presidenti delle Camere? Oppure in qualunque altra occasione in cui nelle istituzioni si eleggono rappresentanti politici?
Di eversivo in questa circostanza c'è la negazione di un elementare diritto dell'opposizione, c'è il disconoscimento della propria autonomia nelle scelte della sua rappresentanza. Di eversivo, di “illegale” c'è la pretesa di mettere l'opposizione davanti al fatto compiuto, c'è la discriminazione di un partito considerato indegno di ricoprire incarichi negli organismi parlamentari, una sorta di nuovo "arco costituzionale" della seconda Repubblica.
Di eversivo c'è l'idea che la pratica sia chiusa. Penso che le regole democratiche, il rispetto della rappresentanza sia questione non archiviabile: quando sono in gioco le regole democratiche non ci si affida ai sondaggi.
In ogni caso, la maggioranza ha scelto il presidente della Commissione di Vigilanza, assegnata per prassi all'opposizione. O Villari è presidente di maggioranza o è presidente di opposizione. Nel primo caso può restare al suo posto, nel secondo no.



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