Telefonini, amore e castigo/ Servizi più costosi della media europea? Colpa del ritardo degli operatori virtuali e della diffusione del prepagato

Mercoledì, 12 agosto 2009 - 16:28:00

di Saverio Romeo
analista di Frost & Sullivan

Tlc/ Cellulari meno cari in Finlandia, Olanda e Svezia, in Italia l'Adsl più economica. Il rapporto Ocse
In uno dei suo tanti film il celeberrimo comico napoletano Totò, nel ruolo di un nobile in decadenza, urlava “Ed io pago! Ed io pago” ogni qual volta il suo maggiordomo, vessato e malpagato, chiedeva denaro per acquistare i beni necessari per la casa. Guardando agli abitanti dell’area Ocse al riguardo dei prezzi dei servizi di telefonia cellulare, gli italiani, a buon ragione, possono urlare “Ed io pago! Ed io pago!”.

Gli abitanti dello stivale, che hanno un quasi amore per il telefonino – un cellulare e mezzo per abitante, un numero inverosimile di sms inviati per anno, tanto per menzionare due indicatori – sono tra quelli che pagano di più per servizi di telefonia mobile in base al modello di analisi dei prezzi dell’Ocse. Ogni relazione ha un costo, ma quella degli italiani sembra essere elevato. Ma perché vi è questa discrepanza tra il mercato italiano ed altri mercati simili a quello italiano per natura e fase di sviluppo?

Il mercato italiano presenta due peculiarità che sono alla base del “caro cellulare”. La prima riguarda il ritardo dell’effetto MVNO (Mobile Virtual Network Operator, ovvero gli operatori virtuali) sui prezzi. Nel Nord Europa i primi MVNO sono apparsi nel lontano 1998-1999 con strategie mirate ad offrire servizi di telefonia mobile a prezzi bassi. Questo ha innescato una forte competizione tra MVNO e operatori di rete portando i prezzi verso un forte ribasso. I primi MVNO in Italia arrivano solo nel giugno 2007 in un mercato già saturo e, consequentemente, il loro effetto è stato piuttosto debole sinora. Il secondo motivo riguarda la struttura del mercato telefonia mobile in Italia. Si tratta di un mercato largamente prepagato. Il modello abbonamento sembra non decollare in modo forte come in altri mercati anche per la presenza di tasse governative che pesano sui costi d’utenza. I contratti d’abbonamento presentano alcuni vantaggi in un mercato maturo come la capacità di stabilire solide relazioni di fiducia tra utente ed operatore, che possono anche portare a definire soluzioni vantaggiose per il consumatore.

Il quasi amore per il cellulare è, quindi, anche un punto dolente per il consumatore italiano. Alcune lentezze del sistema comunicazioni mobili in Italia sono alla base di questa contraddizione. Ma si può accelerare. Gli MVNO possono osare di più e il rapporto OCSE gli dà motivo per farlo. Lo stesso possono fare gli operatori di rete. Il nobile in decadenza s’accorge, solo di fronte alla morte, che pagare non è così importante purché si è vivi. Il consumatore italiano non ha bisogno dell’estremo passo. L’industria italiana della telefonia mobile può assicurare loro una vita lunga e serena!

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