Televisione/ Campo Dall'Orto ad Affaritaliani: "La tv italiana? Roba da vecchi"

Lunedì, 19 gennaio 2009 - 16:02:00

di Antonio Prudenzano

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L’Italia è un paese per vecchi, soprattutto quando si parla di manager. Antonio Campo Dall’Orto è l’eccezione. A 44 anni è una figura importante della televisione mondiale. La sua vita professionale è stata un continuo bruciare le tappe: dopo la laurea in Economia nell’ ‘88, nel ‘91/’92 ottiene il Master in Marketing e Comunicazione d’impresa promosso da Publitalia. Dal ’92, non a caso, a soli 28 anni è vicedirettore di Canale 5. Gli viene pure proposto di diventare assistente personale di Berlusconi in persona, ma lui rifiuta (nell’intervista parla anche di questo episodio). Dal ’97 al ’99 Campo Dall’Orto è direttore generale di Mtv Italia (dal 2001 è pure ad della tv musicale per il Sud Europa). Poi, l’ennesima promozione: dal ’01 è ad di Mtv Italia, presidente di Mtv pubblicità, nonché direttore di programmi e contenuti di La7. Nel 2005 Telecom Italia Media lo nomina direttore generale del settore tv. In questi anni La7, pur non riuscendo a trasformarsi in quel terzo polo capace di sfidare Rai e Mediaset, conquista pubblico e credibilità. Da febbraio 2007, Campo Dall’Orto è nominato ad di Telecom Italia Media. Ma ad aprile ‘08 l’enfant prodige della tv italiana dà le dimissioni (resta però ad di Mtv Italia). Al suo posto, “il tagliateste” Giovanni Stella. Le star abbandonano La7, e i giornalisti scioperano dopo l’annuncio di 25 licenziamenti da parte di Stella. Intanto, Campo Dall’Orto è nominato vice presidente di Mtv Networks International (in pratica a 44 anni è ai vertici a livello globale di Mtv…). Affaritaliani lo ha intervistato…

Campo Dall’Orto, dopo l’addio a La7, Mtv l’ha incaricata di sviluppare il suo brand nel mondo. Una bella responsabilità. Come cambierà la televisione musicale nel prossimo futuro?
“La televisione musicale avrà un futuro solo se riuscirà a essere un’importante forma di un rapporto più complesso che si svilupperà in molte attività diverse: dai mezzi digitali ai concerti live, piuttosto che a forme di game come Rockband”.


Antonio Campo Dall'Orto
In che modo pensa di sviluppare il rapporto dinamico tra internet e tv?
“In questo caso i ragazzi stanno guidando la trasformazione del mondo. Lo stanno facendo in modo che ogni strumento, che esso sia internet o il cellulare, sia conforme alle proprie necessità. I ragazzi soddisfano i propri bisogni di socialità, divertimento o informazione attraverso social networking, scambio di video peer to peer o visione, lineare o meno, di programmi tv o di video musicali sulla base della logica del come, dove e quando preferisco. E’ il mondo dell’here and now. Pensando a ciò, noi prenderemo sempre più la forma del loro tempo”.

Come le web-tv stanno cambiando (e cambieranno) la televisione tradizionale?
“Credo più allo scambio di video che alle web tv, nel senso che il vero vantaggio della rete è la non-linearità. La soddisfazione è avere ciò che si vuole quando si vuole: perché mai tornare al concetto di flusso lineare? Direi che è un’idea che affascina più i media che le persone che li consumano”.

Crede che il futuro sia la televisione fatta dagli utenti, o il ruolo dei professionisti, almeno a livello di mediazione dei contenuti, resterà basilare?
“Ci sarà spazio per entrambi, ma su piattaforme diverse. L’aggregazione esperta e intelligente sarà sempre più un elemento determinante in un mondo dove affrontare miliardi di informazioni contemporaneamente può generare disorientamento...”.

In generale, come immagina la tv tra dieci anni?
“In Italia la immagino divisa in due: da una parte quella costosa ma povera di contenuti delle tv generaliste, che si pone l’obiettivo di far passare il tempo a una popolazione sempre più anziana e in difficoltà culturale ed economica; dall’altra, le nuove generazioni, sempre più dentro il meccanismo che è insieme di costruzione e di consumo di media, in un mondo affascinante ma allo stesso tempo difficile da affrontare vista la sua complessità”.

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