Bonaiuti affili le armi
di Pietro Mancini
Alzi la testa e scenda in piazza l'Italia, che intende resistere alla sinistra "giudici&manette", quella di de Benedetti e nonno Scalfari, insomma. Quella che ha battezzato leader Robertone Saviano. Che strano battesimo, però: più che di nuova vita, al PalaSharp di Milano, si respirava voglia di morte; più che di acqua, voglia di sangue; più che una fonte, sembrava un lavacro!
Silvio schieri la Ravetto, la Biancofiore, la Bernini, la Santelli e la Rossi, belle, serene e brave, per contrastare le scatenate Erinni giustizialiste: Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Concitina de Gregorio, nonna Barbara Spinelli, Lidia Ravera e le "new entry", la attempata cantante Milva e la astiosa baronessa Lucrezia Lante della Rovere. Quest'ultima è la figlia della casta e illibata Marina Ripa di Meana: lei e il marito, don Carlo, beneficato con mega-incarichi e candidature blindate da Craxi, tradirono, vilmente, Bettino, all'epoca del lungo e triste esilio del "Cinghialone" socialista ad Hammamet.
Ma per contrastare quella che Belpietro ha definito la "carnevalata anti-Silvio",il Cavaliere non segua i consigli di Ferrara, perdenti, buonisti e inutili, alla luce del "niet" di "Morfeo" Napolitano al federalismo. Ma evidenzi agli italiani, con maggior chiarezza e non con stizzose telefonate ai "talk" sinistrorsi, che quanti ne reclamano la caduta aspirano a far tornare i figli dei capataz della Prima Repubblica, proponendo un indigesto cocktail fascio-dc-comunista : puah!
E Silvio dica a Paolino Bonaiuti di spedire in tv e di far scrivere sui giornali persone "con le palle", in grado di replicare, colpo su colpo, alle mitragliate dei "lupi rossi", che imperversano in video e sulla stampa: che fine hanno fatto Lauretta Ravetto e Daniele Capezzone? Domenica, chez Costamagna su La7, avrebbero, certo, fatto miglior figura del giornalista sardo Sechi, di bell'aspetto, ma sbranato dal famelico Marco Travaglio, strenuo difensore d'ufficio persino degli amorazzi d'antan di "Ilda la rossa".



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