Beauty contest/ Il rinvio di 90 giorni serve a "blindare" il governo Monti, in attesa del "semestre bianco"
I 90 giorni di sospensione del beauty contest annunciati dal ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera sono un tempo poco tecnico e molto politico. E' quanto scrive Dagospia, che nota come fra tre mesi "saranno abbondantemente scaduti i tempi entro i quali è ancora possibile andare alle elezioni anticipate la prima o la seconda domenica di giugno, visto che il Parlamento deve essere sciolto 45/70 giorni prima delle consultazioni. Senza contare ovviamente, almeno 15 giorni di consultazioni del Presidente della Repubblica e di scontro aspro tra le fazioni pro e quelle contro le elezioni".
A questo punto Silvio Berlusconi, unico soggetto veramente colpito dalla sospensione dell'assegnazione delle frequenze tv, secondo Dagospia ha di fronte tre possibili scenari: può scegliere di riunirsi entro un mese a Bossi e far cadere il Governo per andare alle elezioni, congelando quindi l'assegnazione delle frequenze, ma trovando la probabile opposizione di una parte del suo partito; oppure può legare l'alleanza forzata con il Pd a tre o quattro grandi riforme promesse dai due partiti e con un governo (anche quello di Monti) che diventa politico per realizzarle; infine può lasciare la situazione così com'è, "con il probabilissimo esito che si realizzi la profezia di Verdini Denis, secondo il quale se Monti e i suoi arrivano a fine legislatura automaticamente il Pdl si ritroverà con il 15 per cento alle prossime elezioni".
Insomma, se Berlusconi volesse mandare a casa Monti e andare alle elezioni, dovrebbe farlo subito, perché in autunno tradizionalmente non si vota e a novembre parte il semestre bianco, quegli ultimi sei mesi di mandato del presidente della Repubblica che, in quel periodo, non ha più i poteri per sciogliere il Parlamento. Resterebbe però da capire come gli italiani comprenderebbero la decisione del Cavaliere di rovesciare il tavolo dopo avere avallato le richieste di sacrifici del governo, fino a quando il governo i sacrifici non li ha chiesti a lui.


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