Audiovisivi dalla tv al web/ DLA Piper ed e-Media Institute: un mercato da 10 miliardi nel 2014. Il piccolo schermo manterrà il primato

Martedì, 2 marzo 2010 - 13:43:00

Il mercato degli audiovisivi in Italia raggiungerà nel 2014 un valore di circa 10,3 miliardi di euro, con una crescita media annua del 3,5% partendo dagli 8,4 miliardi di euro del 2008. E' quanto emerge da una ricerca condotta da DLA Piper ed e-Media Institute, secondo la quale i quattro singoli mercati dell’audiovisivo (televisione, home video, servizi video via internet e servizi video via mobile) tenderanno sempre più a integrarsi e a confluire nel macro settore degli “audiovisivi di rete” o dei “servizi di media audiovisivi”, disciplinati dalla Direttiva europea del 2007 e il Decreto di recepimento approvato lunedì in Consiglio dei Ministri.

Nel periodo 2002–2008 è stata la piattaforma televisiva a trainare la crescita del mercato, con un tasso medio annuo di crescita del 7,2%. Nello stesso arco di tempo sono cresciuti a tassi elevati anche gli audiovisivi via web (+ 92%) e quelli via mobile (+ 51%), che però partivano da valori prossimi allo zero.
Secondo le previsioni contenute nella ricerca, nell’arco di tempo 2008–2014 saranno proprio questi due segmenti (audiovisivi via internet e audiovisivi via mobile) a registrare i tassi di crescita più elevati. Per gli audiovisivi via internet si stima un aumento dei ricavi degli editori pari al 65% annuo, mentre per quelli via mobile l’incremento dovrebbe essere del 18% annuo. Il mercato home video pare invece destinato a una ulteriore contrazione (-8% circa all’anno dal 2008 al 2014 per i ricavi degli editori dalla vendita e noleggio di supporti fisici).

Nonostante la crescita attesa delle piattaforme neo-televisive (internet e mobile), la “televisione su televisore” è destinata comunque a mantenere un solido primato sul mercato degli “audiovisivi di rete” anche nei prossimi cinque anni, generando il 94% dei ricavi dell’intero mercato al 2014. Tuttavia, all’interno del settore televisivo, si assisterà a una redistribuzione dei ricavi. Si prevede infatti che i ricavi degli editori dal pagamento diretto degli utenti per servizi di pay-tv supereranno, entro il 2014, i ricavi da inserzioni commerciali.

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