Audiovisivi dalla tv al web/ DLA Piper ed e-Media Institute: un mercato da 10 miliardi nel 2014. Il piccolo schermo manterrà il primato
Il mercato degli audiovisivi in Italia raggiungerà nel 2014 un valore di circa 10,3 miliardi di euro, con una crescita media annua del 3,5% partendo dagli 8,4 miliardi di euro del 2008. E' quanto emerge da una ricerca condotta da DLA Piper ed e-Media Institute, secondo la quale i quattro singoli mercati dell’audiovisivo (televisione, home video, servizi video via internet e servizi video via mobile) tenderanno sempre più a integrarsi e a confluire nel macro settore degli “audiovisivi di rete” o dei “servizi di media audiovisivi”, disciplinati dalla Direttiva europea del 2007 e il Decreto di recepimento approvato lunedì in Consiglio dei Ministri.
Nel periodo 2002–2008 è stata la piattaforma televisiva a trainare la crescita del mercato, con un tasso medio annuo di crescita del 7,2%. Nello stesso arco di tempo sono cresciuti a tassi elevati anche gli audiovisivi via web (+ 92%) e quelli via mobile (+ 51%), che però partivano da valori prossimi allo zero.
Secondo le previsioni contenute nella ricerca, nell’arco di tempo 2008–2014 saranno proprio questi due segmenti (audiovisivi via internet e audiovisivi via mobile) a registrare i tassi di crescita più elevati. Per gli audiovisivi via internet si stima un aumento dei ricavi degli editori pari al 65% annuo, mentre per quelli via mobile l’incremento dovrebbe essere del 18% annuo. Il mercato home video pare invece destinato a una ulteriore contrazione (-8% circa all’anno dal 2008 al 2014 per i ricavi degli editori dalla vendita e noleggio di supporti fisici).
Nonostante la crescita attesa delle piattaforme neo-televisive (internet e mobile), la “televisione su televisore” è destinata comunque a mantenere un solido primato sul mercato degli “audiovisivi di rete” anche nei prossimi cinque anni, generando il 94% dei ricavi dell’intero mercato al 2014. Tuttavia, all’interno del settore televisivo, si assisterà a una redistribuzione dei ricavi. Si prevede infatti che i ricavi degli editori dal pagamento diretto degli utenti per servizi di pay-tv supereranno, entro il 2014, i ricavi da inserzioni commerciali.



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