Assocomunicazione/ Nuova denuncia contro la Rai per la gara Frutta nella Scuola: "Viale Mazzini non può essere agenzia di comunicazione, editore e media"
"La Rai, in modo pervicace, continua a proclamare che può essere al tempo stesso agenzia di comunicazione, editore e media. E lo fa nelle sedi ufficiali quali le risposte alle interrogazioni parlamentari con stile burocratico, ma ineccepibile. E lo fa nel caso ormai 'famoso' della gara per la Frutta nella Scuola". E' quanto si legge in una nota-denuncia di Assocomunicazione. Per quella gara - si legge ancora nel comunicato - "è stato deciso di non decidere nulla, rinviando l’ apertura delle buste e i conseguenti problemi giuridici. Così almeno si è cercato di evincere dalla risposta allegata in puro stile italo-burocratese".
Sulla partecipazione di Rai al bando del MIPAAF, Assocomunicazione configura una distorsione della libera concorrenza in quanto, sostiene l'associazione:
- L’articolo 2 comma 1 del Bando di Gara prevede la pianificazione e divulgazione di uno spot video, di un annuncio stampa, un radiocomunicato e quattro web banner.
- Il target di riferimento della campagna “frutta nelle scuole” è, come indicato sempre nell’art. 2 del bando di gara: “ La popolazione scolastica, le famiglie e l’opinione pubblica”.
- Un target così allargato presuppone una pianificazione sui mezzi a carattere nazionale.
- Sul mezzo televisivo, sul mezzo radio e sull’on-line la Rai ha un vantaggio competitivo rispetto alle agenzie in quanto potrebbe utilizzare spazi propri a costo zero o, nell’ipotesi di acquisto tramite Sipra (100% Rai) si potrebbero configurare condizioni di favore se non addirittura una partita di giro.
- Le agenzie in gara dovendo pianificare canali nazionali dovrebbero acquistare spazi televisivi, tempi radio e spazi on-line attraverso Sipra che è l’unica concessionaria titolata a vendere tutti gli spazi Rai che potrebbero essere “bloccati” dalla stessa.
Secondo Assocomunicazione, "il vantaggio competitivo di Rai nei confronti di tutti gli altri partecipanti alla gara risulta quindi più che competitivo. Risulta oltraggioso".
La domanda che Assocomunicazione si pone è se è lecito che i player del mercato facciano tutte le parti in commedia: i media e le agenzie di comunicazione insieme.
L'associazione ha deciso nel suo ultimo consiglio direttivo ed assemblea di effettuare tre azioni a difesa dei ruoli del mercato:
- una denuncia all’Antitrust sul vantaggio competitivo di un mezzo così importante nella gara della Frutta per ottenere una sentenza a salvaguardia del principio;
- una richiesta all’Auditel e ad Audiradio di un consiglio straordinario su cui dibattere questo tema, cioè se la Rai è nel consesso sociale come media o come agenzia. Se cioè in quelle sedi ricerca e difende le sue shares giornaliere o si vuole solo procacciare affari di comunicazione. I nostri centri media saprebbero almeno come regolarsi quando acquistano i mezzi Rai e giudicano le quote e i numeri.
- Infine un esposto conclusivo al ministero delle Politiche agricole perché non ammetta situazioni sospette che fanno immaginare collegamenti, se non favori,tra enti pubblici slegati dalla necessità della … frutta ai bambini.
"Questa battaglia contro la Rai - spiega Diego Masi, presidente di Assocomunicazione - costituisce un precedente troppo importante. Non è una semplice gara. O un equivoco di qualche reparto o di un dirigente come Comanducci. È una prevaricazione. In un momento di grande difficoltà del mercato. Si sta discutendo dei ruoli nel mercato della comunicazione specie ora in cui tutti vogliono fare tutto per fare cassa. Quindi informo il mio omonimo, nonché amico, Mauro Masi, di metterci la testa perché non ci fermeremo fin a quando tutto non sarà chiarito. Anche a costo di azioni forti che possano tenere sveglia l’attenzione sul tema. Ho informato personalmente di ciò sia Auditel che Audiradio".



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