Associated Press contro i blogger
Di Alessandro Rimassa
Associated Press, una delle più grandi agenzie giornalistiche al mondo, ha deciso di chiedere a tutti i mezzi di informazione che citano anche solo cinque parole di un proprio lancio, un pagamento in denaro.
A leggere una notizia del genere, si possono avere due reazioni: divertita o preoccupata. Intendiamoci, che il business delle agenzie sia quello di vendere le notizie è ovvio. Che però si debba pagare per riportarne uno stralcio, con lo scopo magari di commentarla, sembra una assurdità. Se poi si pensa che questo diktat tocca non solo i giornali dei grandi editori (coi soldi quindi), ma soprattutto i blog, il tutto da assurdo si trasforma in pericoloso. Già, perché una imposizione del genere, qualora fosse applicata anche in Italia, rischierebbe di ledere il principio
contenuto nell'Articolo 21 della Costituzione, quello sulla libertà di stampa: "Tutti hanno diritto di
manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Già, ma se non paghi, in alcuni casi non lo puoi più fare...
I blogger si stanno ribellando, in America pensano a una sorta di boicottaggio nei confronti di Associated Press. Ma l'agenzia, nel frattempo, va avanti e pubblica le tariffe. Si va dai 12,50 dollari per la citazione di massimo 25 parole, fino ai 100 per riportarne 250. Ecco, se non altro il dollaro debole può aiutare noi europei a salvaguardare la libertà di critica...



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