Arriva il supercomputer quantistico/ All'Università di Bristol nasce il primo processore programmabile basato sulla fisica dei quanti

Un gruppo di ricercatori del Centro per la Fotonica Quantistica dell'Università di Bristol, nel Regno Unito, diretto da Jeremy O'Brien, ha creato il primo processore programmabile basato sulla fisica dei quanti. Tradotto in termini pratici, questo processore quantistico potrebbe presto rivoluzionare il mondo dei computer consentendo di ottenere macchine velocissime.
Una ricerca alla quale hanno lavorato tre italiani: Alberto Politi, 30 anni, laureato in Fisica all'Università di Pavia, Alberto Peruzzo, 33 anni, laureato a Padova in Ingegneria Informatica, e Mirko Lobino, laureato in Ingegneria Nucleare al Politecnico di Milano.
Il chip misura 7 cm per 3 mm ed è realizzato in tecnologia al silicio, compatibile con i processori utilizzati nei computer tradizionali, il che accelererebbe la sua adozione in ambito industriale.
Rispetto ai chip quantistici sviluppati in passato, quello dei ricercatori di Bristol è molto più complesso e presenta la peculiarità di poter essere programmato e riprogrammato a seconda del lavoro che deve svolgere, il che aumenterà enormemente la potenza e la velocità di elaborazione rispetto agli standard degli attuali computer.
Quando? Difficile dirlo: secondo i ricercatori, nel giro di cinque-dieci anni potremmo vedere le prime applicazioni pratiche del nuovo superchip, applicate soprattutto alla ricerca scientifica ma anche a campi come la crittografia e le simulazioni, che notoriamente necessitano di grandi capacità di calcolo. Ma tutto dipenderà ovviamente anche dai costi dei processi di industrializzazione.


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