Padellaro col Fatto a quota 90mila copie: 'Andrei in pellegrinaggio per consolidarne la metà'

Sabato, 17 ottobre 2009 - 13:30:00

Come tutti. Anche come Beatrice Borromeo. A proposito: molti studenti delle scuole di giornalismo sono incazzati neri e si chiedono: 'Ma come gli è venuto in mente di concedere il praticantato alla Borromeo?'
"Anzitutto Beatrice ha un co.co.co. E poi io respingo con sdegno queste accuse. Beatrice Borromeo è, due punti virgolette, un'ottima giornalista, piena di idee, desiderosa di imparare e umile. Passa le lettere e scrive di tutto, dalle didascalie alle inchieste. Il 14 ottobre, ad esempio, ha pubblicato un bellissimo pezzo... (sfoglia il suo giornale, ndr) Ecco, a pagina 7: Come licenziare 2mila persone senza che nessuno se ne accorga. Bene, questa inchiesta la porterei come esempio nelle scuole di giornalismo".

Merita un bel contrattino da praticante, allora.
"Certo. Lo annuncio ad Affaritaliani.it: siccome sta dimostrando di essere molto brava, le darò presto il praticantato".

Ormai ha fatto la sua promessa. Io scrivo.
"Scriva scriva. E devo dire un'altra cosa: le volgarità contro di lei, provenienti da molti altri giornalisti, sono la prova di cos'è diventato questo mestiere in Italia, sempre più autoreferenziale".

Mmm, leggo un sottile riferimento al dialogo a distanza tra i direttori Eugenio Scalfari e Ferruccio De Bortoli.
"Dialogo? A me me sembra più uno scambio de' bordate. I giornalisti non devono parlare dei giornalisti. Chi sono io per giudicare i miei colleghi? Chi sono per giudicare la qualità morale o professionale di un Feltri o di un Belpietro? Anche se fanno dei giornali differenti anni luce dalle mie idee, io li rispetto, perché penso che facciano molto bene il loro lavoro. Scambiarsi accuse del tipo 'Tu sei più servo di me', non solo non è giusto, ma è anche poco interessante. Noi giornalisti abbiamo altre storie di cui parlare".

Giusto. Quanto guadagna?
"Eh eh".

Se non vuole non me lo dica.
"No no. Anzi, sono contento della domanda. Io percepisco circa 5.200 euro di pensione al mese. Poi però, siccome dovevo dirigere un giornale, l'Inpgi (l'istituto previdenziale per i giornalisti, ndr) ha chiesto che avessi almeno un contratto da articolo 1 del contratto giornalistico (quello da redattore ordinario, ndr). Così mi sono fatto assumere e ho chiesto il minimo sindacale".

Quanto?
"2.400 euro. Non mi sembra moltissimo, che dice? Ma io credo molto nel progetto e devo dare l'esempio".

Esempio che è stato seguito anche dagli altri?
"Sì. Abbiamo chiesto ai nostri giornalisti di accontentarsi del minimo sindacale. Le grosse firme, quelle che venivano da altre testate, si sono accontentate di prendere esattamente quello che prendevano nelle testate di origine. Un atto di generosità, se pensa al rischio che hanno corso".

A proposito di grandi firme: ne ha in mente qualcun'altra da chiamare o qualche progetto in cantiere?
"No, nel modo più assoluto. Ora dobbiamo pensare soltanto a consolidarci. Solo a dicembre capiremo veramente cos'è questo giornale. E solo allora saprò o no se fare quella passeggiata".

Quale passeggiata?
"Come quale? Ma gliel'ho detto prima: quella al Santuario della Madonna del Divino Amore!".

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