Amministrative/ Da Agcom pesanti multe a Rai e Mediaset
Lunedì, 23 maggio 2011 - 19:12:00
Pesanti multe sono state comminate a dall'Agcom a Rai e Mediaset per violazione delle norme sulla par condicio in occasione delle interviste che venerdi' scorso sono state fatte da piu' telegiornali al preasidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Le sanzioni, decise a maggioranza, riguardano Tg1 e Tg2 per la Rai; Tg5, Tg4 e Studio Aperto per Mediaset. Al Tg1 e al Tg4, in quanto recidivi, sanzione da 258mila euro ciascuno, mentre per le altre testate la sanzione e' di 100mila euro ciascuno.
La decisione e' scaturita al termine della riunioen che oggi pomeriggio ha visto impegnata la Commissione servizi e prodotti dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, chiamato ad esaminare, anche alla luce degli esposti presentati, la situazione determinatasi nella giornata di venerdi' scorso con la trasmisisone nella fascia di 'prime time' delle interviste al premier. In uan nota si fa rilevare che gia' l'indomani l'Agcom aveva chiesto a Rai e Mediaset "chiarimenti urgenti".
Ma, "considerate le osservazioni pervenute da Rai e Mediaset", la Commissione ha ritenuto che "le interviste, tutte contenenti opinioni e valutazioni politiche sui temi della campagna elettorale, ed omologhe per modalita' di esposizione mediatica, abbiano determinato una violazione dei regolamenti elettorali emanati dalla Commissione parlamentare di Vigilanza e dall'Agcom". Di qui le sanzioni deliberate a maggioranza dalla Commissione. L'Autorita' ribadisce quindi che "vige il dovere di equilibrio e completezza di informazione fino alla conclusione della campagna elettorale con i ballottaggi in corso" ed ha infine chiarito che "il divieto di diffusione di sondaggi sulle intenzioni di voto rimane in vigore su tutto il territorio nazionale fino allo svolgimento del secondo turno delle elezioni amministrative".
RAI: MERCOLEDI' IN CDA CONFRONTO SU SANZIONI AGCOM A TG1 E TG2 Le sanzioni inflitte dall'Agcom al Tg1 e al Tg2 per la violazione delle norme della par condicio con le interviste al presidente del Consiglio venerdi' scorso saranno oggetto di un confronto in Cda Rai mercoledi'. Lo apprende l'AGI. L'ordine del giorno della seduta e' stato infatti integrato da questo argomento.
MINZOLINI, "ESTERREFATTO" DA SANZIONE AGCOM
"Sono esterrefatto. L'Agcom ha multato tutte le tv che hanno fatto un'intervista al premier che non parlava dal giorno delle elezioni. In altre parole, secondo l'Autorita', il capo del governo non doveva essere intervistato". Lo dichiara Augusto Minzolini, direttore del Tg1, dopo la sanzione da 258mila euro inflitta alla testata dalla Commissione servizi e prodotti dell'Agcom per l'intervista al premier venerdi' scorso. "Quindi il criterio giornalistico e' stato messo da parte - aggiunge Minzolini - e ne e' stato introdotto un altro dai contorni confusi che non e' neppure quello della par condicio, visto che l'equilibrio in tv era assicurato dalla natura e dai tempi delle presenze dei politici dell'opposizione nelle edizioni del Tg sia dei giorni precedenti che di quelli successivi. Come possono confermare i dati".
MIMUN, DALL'AGCOM UNA PESANTE INTIMIDAZIONE
"Che intervistare il leader del partito di maggioranza relativa, nonche' presidente del Consiglio, per commentare i risultati del primo turno delle amministrative, possa portare ad una sanzione da parte di un organismo di garanzia, e' assolutamente paradossale". E' questo il commento di Clemente Mimun, direttore del Tg5, dopo la decisione della Commissione servizi e prodotti dell'Agcom di infliggere alla testata una sanzione da 100mila euro per violazione della par condicio. "Il Tg5 - aggiunge Mimun - aveva chiesto autonomamente l'intervista al premier, l'ha realizzata non appena Silvio Berlusconi ha dato il suo assenso. E che a denunciare i telegiornali che hanno richiesto e realizzato interviste siano stati gli stessi partiti di opposizione che ironizzavano sul silenzio del premier rende il tutto ancor piu' grottesco. Quel che e' accaduto e' di una gravita inaudita. Si manifesta come una pesante intimidazione, che naturalmente verra' ignorata dagli organi di rappresentanza dei giornalisti italiani". Il direttore del tg5 conclude dicendo "per quel che ci riguarda non cederemo ne' a interferenze ne' a intimidazioni di alcun genere".
La decisione e' scaturita al termine della riunioen che oggi pomeriggio ha visto impegnata la Commissione servizi e prodotti dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, chiamato ad esaminare, anche alla luce degli esposti presentati, la situazione determinatasi nella giornata di venerdi' scorso con la trasmisisone nella fascia di 'prime time' delle interviste al premier. In uan nota si fa rilevare che gia' l'indomani l'Agcom aveva chiesto a Rai e Mediaset "chiarimenti urgenti".
Ma, "considerate le osservazioni pervenute da Rai e Mediaset", la Commissione ha ritenuto che "le interviste, tutte contenenti opinioni e valutazioni politiche sui temi della campagna elettorale, ed omologhe per modalita' di esposizione mediatica, abbiano determinato una violazione dei regolamenti elettorali emanati dalla Commissione parlamentare di Vigilanza e dall'Agcom". Di qui le sanzioni deliberate a maggioranza dalla Commissione. L'Autorita' ribadisce quindi che "vige il dovere di equilibrio e completezza di informazione fino alla conclusione della campagna elettorale con i ballottaggi in corso" ed ha infine chiarito che "il divieto di diffusione di sondaggi sulle intenzioni di voto rimane in vigore su tutto il territorio nazionale fino allo svolgimento del secondo turno delle elezioni amministrative".
RAI: MERCOLEDI' IN CDA CONFRONTO SU SANZIONI AGCOM A TG1 E TG2 Le sanzioni inflitte dall'Agcom al Tg1 e al Tg2 per la violazione delle norme della par condicio con le interviste al presidente del Consiglio venerdi' scorso saranno oggetto di un confronto in Cda Rai mercoledi'. Lo apprende l'AGI. L'ordine del giorno della seduta e' stato infatti integrato da questo argomento.
MINZOLINI, "ESTERREFATTO" DA SANZIONE AGCOM
"Sono esterrefatto. L'Agcom ha multato tutte le tv che hanno fatto un'intervista al premier che non parlava dal giorno delle elezioni. In altre parole, secondo l'Autorita', il capo del governo non doveva essere intervistato". Lo dichiara Augusto Minzolini, direttore del Tg1, dopo la sanzione da 258mila euro inflitta alla testata dalla Commissione servizi e prodotti dell'Agcom per l'intervista al premier venerdi' scorso. "Quindi il criterio giornalistico e' stato messo da parte - aggiunge Minzolini - e ne e' stato introdotto un altro dai contorni confusi che non e' neppure quello della par condicio, visto che l'equilibrio in tv era assicurato dalla natura e dai tempi delle presenze dei politici dell'opposizione nelle edizioni del Tg sia dei giorni precedenti che di quelli successivi. Come possono confermare i dati".
MIMUN, DALL'AGCOM UNA PESANTE INTIMIDAZIONE
"Che intervistare il leader del partito di maggioranza relativa, nonche' presidente del Consiglio, per commentare i risultati del primo turno delle amministrative, possa portare ad una sanzione da parte di un organismo di garanzia, e' assolutamente paradossale". E' questo il commento di Clemente Mimun, direttore del Tg5, dopo la decisione della Commissione servizi e prodotti dell'Agcom di infliggere alla testata una sanzione da 100mila euro per violazione della par condicio. "Il Tg5 - aggiunge Mimun - aveva chiesto autonomamente l'intervista al premier, l'ha realizzata non appena Silvio Berlusconi ha dato il suo assenso. E che a denunciare i telegiornali che hanno richiesto e realizzato interviste siano stati gli stessi partiti di opposizione che ironizzavano sul silenzio del premier rende il tutto ancor piu' grottesco. Quel che e' accaduto e' di una gravita inaudita. Si manifesta come una pesante intimidazione, che naturalmente verra' ignorata dagli organi di rappresentanza dei giornalisti italiani". Il direttore del tg5 conclude dicendo "per quel che ci riguarda non cederemo ne' a interferenze ne' a intimidazioni di alcun genere".



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