Alla scoperta della Silicon Valley/ Riflessioni… volando a casa
In esclusiva su Affaritaliani la sesta e ultima puntata del "diario" del viaggio nella Silicon Valley di Oscar Di Montigny, direttore marketing di Mediolanum, e di alcuni suoi colleghi, alla scoperta delle principali aziende dell'hi-tech mondiali, da Google a Facebook.
di Oscar Di Montigny
direttore marketing Mediolanum
Alla scoperta della Silicon Valley/ 1 - Viaggio al centro dell’ombelico del mondo Alla scoperta della Silicon Valley/ 4 - Scenario: cosa sta accadendo. Cosa accadrà
Tornando (anzi …volando) a casa, trovo il tempo per alcune riflessioni sparse.
Nel 2010 il Governo della California è dovuto intervenire direttamente nella guerra tra Google e Apple che si contendevano in maniera ritenuta (economicamente) eccessiva i miglior ingegneri. La battaglia tra Amazon, Google, Facebook, Apple, Microsoft, per i migliori ingegneri e programmatori resta accesissima. In Facebook, 600 dei 2000 impiegati sono ingegneri (tra i migliori). Nel quadriennio 2000-2004 Google reclutava 100 persone (per lo più ingegneri) alla settimana. Quest’anno proietta un numero che si aggira attorno ai 6000 nuovi reclutati. La maggior parte dei Ph.D finiscono a lavorare in Google. La stessa Stanford si è lamentata di questa gestione monopolistica da parte del colosso di Mountainview.
Il futuro del riconoscimento dell’utente potrebbe essere il semplice timbro della voce, più attendibile sia dell’iride che delle impronte digitali. E cosa accadrà quando tutta la nostra vita sarà contenuta in un solo chip?
Quando tutto e tutti saranno indissolubilmente inter-connessi fra loro, che ne sarà stato, nel frattempo, del tema della privacy? Quale il potere concesso a chi possiederà tutti i dati sulle nostre identità, abitudini, stili di vita, orientamenti, interessi…?
Cosa potrebbe accadere in caso di black-out?
In Facebook sono entrati pesantemente dei capitali russi. Quindi, proprietari (anche) russi che possiedono parte di una delle più importanti aziende americane (e del mondo) che controlla la maggior parte dei dati dei cittadini di tutto il mondo (750 milioni) ed è guidata da un ragazzo che ha meno di trent’anni e un patrimonio netto stimato in oltre 13 miliardi di dollari.
E poi… ma le onde wi-fi... sono nocive, come dice qualcuno, oppure no!?
Tornando al primo blog di questo viaggio… L’innovazione fine a se stessa non ha ragione di essere; piuttosto andrebbe intesa quale capacità, molto evoluta, di scoprire quanto la vita ci aveva tenuto nascosto fintanto che non l’abbiamo ri-scoperto. Picasso e Leonardo l’hanno dimostrato: non c’è nulla da inventare, c’è tutto da scoprire, anzi da ri-scoprire. Penso quindi all’innovazione non tanto come a una capacità di inventare qualcosa dal nulla quanto piuttosto come a una capacità rarissima, talento e dono concesso a pochi uomini (seppur potenzialmente a tutti) di intuire prima di altri come organizzare il sapere in maniera diversa (per questo ‘nuovo’).



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