E Affaritaliani battè Dagospia 9 a 2
| Audiweb/ Il 60% degli italiani è online. E Affaritaliani supera testate storiche come Il Messaggero e Panorama |
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Sia che si parli di newsmagazine storici dell'informazione indipendente e controcorrente come Panorama o L'Espresso, o di quotidiani nazionali importanti come Il Messaggero o Il Tempo, di riviste specializzate e con grandi community come Quattroruote o Wired o Secondamano, siti di free press come Leggo, periodici glamour e di tendenza come Marie Claire. Per non parlare dell'intero gruppo Class o di siti finanziari dinamici come Wall Street Italia, di emittenti radiofoniche o televisive, storiche come Radio Dejay o molto trendy come Radio 24 o La7, o di giornali interregionali con leadership consolidate da decenni, dal Secolo alla Nazione, dal Mattino alla Gazzetta del Mezzogiorno... sono tutti dietro, all'inseguimento del primo quotidiano online e dei suoi 90mila lettori quotidiani(giorno medio, dati Nielsen Audiweb). E anche restando nel comparto delle nuove testate nate su Internet non c'è partita e perfino il mitico Dagospia, del bravissimo Roberto D' Agostino, anche per noi un sito di culto, prende tuttavia la polvere, per 9 a 2, contro la corazzata di Affaritaliani.it.
E' il web bellezza. Quel web che da quindici anni sta lavorando sottotraccia, come una termite instancabile e irriguardosa, operando una lenta ma corrosiva rivoluzione strutturale. La Rete interpreta, e a sua volta modifica, i bisogni e le abitudini di lettura, ripensa la forma giornale, impone a un comparto sonnacchioso e autoreferenziale come l'editoria incumbent nuovi modelli di business e nuove sensibilità manageriali e progettuali.
Qui da via Eustachi 11, a Milano, dalla sede della più grande redazione Internet, siamo lieti di segnalarlo, a lettori e investitori pubblicitari, issando la nostra bandierina. Piace, evidentemente, la nostra ricetta quotidiana, capace di mescolare l'alto e il basso dell'attualità, con il ritmo giusto e con grande attenzione agli ingredienti e alle dosi: la gnocca e l'Economist, il pulp e i moniti del grande Presidente Napolitano, il bullismo e la filosofia teoretica, in un mix segreto, come la formula della Coca Cola. Piace il nostro marchio di fabbrica dell'informazione croccante, indipendente, irriverente. Piace la perfetta fusione di tradizione (siamo un giornale classico, fatto da professionisti e guidato da un direttore responsabile, che applica la regola storica del buon giornalismo anglosassone delle cinque W) e innovazione: multicanalità, asciuttezza e tempestività, pezzi brevi, ritmo asfissiante, coinvolgimento dei lettori.
Abbiamo capito la rete 13 anni fa (registrazione al tribunale di Milano dell'11 aprile 1996), ci abbiamo investito tempo, denaro, passione, esperienza. Abbiamo creato una scuola, un brand, un metodo, degli standard. Ora i risultati ci premiano.
Come diceva un vecchio slogan pubblicitario degli anni '60: siamo stati i primi, resteremo i migliori. Affari gonfia la Rete, dice il nostro payout pubblicitario.
Ad maiora.
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