Addio a Giorgio Bocca: le reazioni
Giorgio BoccaEzio Mauro: "Giorgio Bocca era un grande amico, un uomo di Repubblica ma anche un personaggio appassionato della storia repubblicana incompiuta del nostro Paese. E proprio le vicende di questi giorni ci fanno dire quanto ancora ce ne sarebbe bisogno. La telefonata di Silvia, la moglie, per una delle circostanze straordinarie della vita, mi ha raggiunto a Dronero, nel suo posto da partigiano, con tutte le montagne attorno, in una giornata di freddo e di sole. Pensavo a lui quando sono arrivato, sapevo che non riusciva a difendersi dal male e voleva interrompere questa lunga sofferenza. E in questi giorni a Repubblica abbiamo ricapitolato il significato del suo lavoro nella storia del giornalismo e dell’impegno civile del nostro Paese".
Carlo De Benedetti (editore di Repubblica e de L’Espresso): "Giorgio, oltre ad essere da più di trent’anni un caro amico, è una persona che ho molto ammirato, soprattutto per la sua coerenza e per la cocciutaggine piemontese con cui da grande giornalista è sempre stato dalla parte di chi, per una ragione o per l’altra, godeva di meno privilegi e soprattutto di meno libertà. Penso che i lettori ne sentiranno la mancanza; l’impegno civile che lui ci ha insegnato rimarrà una delle più profonde caratteristiche dei nostri giornali".
Roberto Saviano: "Da lui ho capito che non bisognava mai lasciarsi ferire, né abbassare gli occhi: gli insulti sono spinte ad andare oltre, a entrare più in profondità nei problemi. La mia strada per l'inferno l'ha indicata lui, "Gomorra" si è nutrito della sua lezione: guardare le cose in faccia, respirarle, sbatterci contro fino a farsele entrare dentro e poi scrivere senza reticenze, smussature, compiacenze".
Giuseppe Giulietti (Articolo 21 ): "Giorgio Bocca è stato un grande giornalista, un uomo libero, uno che non si è mai piegato alle mode del momento nè ai facili revisionismi. Di lui avremo ancora modo di parlare, ma ora vogliamo ricordare anche e soprattutto il partigiano che non si è mai pentito e che, per tutta la vita, ha contrastato le dittature, le censure, i bavagli di ogni colore e di ogni natura. Lo accusavano di essere troppo aspro e ruvido, in realtà lo era solo con gli opportunisti, con i voltagabbana, con quelli che erano pronti a tutto pur di conquistare un posto al sole, o meglio uno spazio in video. A differenza di altri Bocca non ha mai smesso di amare la Costituzione repubblicana, di difenderla da ogni oltraggio, di contrastare i facili revisionismi di chi avrebbe voluto cancellare la memoria del passato per meglio dominare il presente".
Gianni Riotta: "Leggete la cronaca di Giorgio Bocca su Vigevano Fare soldi x fare soldi x fare soldi. Scompare oggi un grande reporter".
Emilio Fede: "Ci ha lasciato un grande giornalista, un grande scrittore. Un grande amico, con il quale ho vissuto l’inizio della mia avventura giornalistica alla Gazzetta del Popolo di Torino. Ci facevamo compagnia, la notte, dopo la chiusura del giornale. Con Ugo Ronfani, Adalberto Minucci, Diego e Pierino Novelli, andavamo alla stazione di Porta Nuova, a Torino, per mangiare pane e mortadella alle bancarelle dove approdavano i nottambuli. Poi, insieme al mio inizio con le reti Mediaset. Insieme quella notte della Guerra del golfo. Lo leggevo nei suoi editoriali su L’Espresso. Non importa quello che era da condividere e quello no. Ciao Giorgio. Molti ti ricordano e ti ricorderanno. Anche Berlusconi - ne sono certo - che qui ti aveva chiamato come voce libera".
Walter Veltroni: "Giorgio Bocca ha fatto la Resistenza. Sempre".
Oliviero Diliberto: "Giorgio Bocca è stato un giornalista acuto, prezioso studioso ed un combattente antifascista per tutta la sua vita. Spietato commentatore della nostra Italia, coerente fino all’ostinazione è stato un autentico e rigoroso interprete dei valori costituzionali. Negli ultimi 20 anni è stato uno dei protagonisti delle battaglie contro il degrado culturale nel quale il nostro Paese è sprofondato".
Vannino Chiti (vice presidente del Senato e parlamentare del Pd): "Perdiamo una parte della nostra storia. Una lunga carriera la sua al servizio della verità. Resterà un punto di riferimento per le giovani generazioni".
Enzo Carra(Udc): "Scompare il miglior cronista italiano dei nostri anni. Fu sempre di parte senza mancare di obiettività".
Fabio Volo: "Un abbraccio affettuoso alla famiglia e a i cari di Giorgio bocca. Sei stato un grande Giorgio".
Daniele Silvestri: "Sono certo che morirò avendo fallito il mio programma di vita: non vedrò l’emancipazione civile dell’Italia... " Giorgio Bocca".


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