Gli accordi di Rcs Quotidiani e Periodici in sintesi
RCS QUOTIDIANI.
Dal referendum del 24 settembre luce verde: con 226 sì, 67 no e 9 schede bianche, il corpo redazionale del Corriere della Sera ha approvato il verbale di accordo tra Cdr e Azienda in cui "sono indicati i contenuti diretti alla presentazione concordata e formale di un piano di interventi (della durata di 24 mesi) finalizzati a contrastare gli andamenti economici gestionali di tendenza negativa. Negli intendimenti, il piano punta all'attivazione degli ammortizzatori sociali ex legge 416, con le modalità previste dagli articoli 35, 36 e 37 e successive modifiche ed integrazioni". Questi i punti centrali dell’accordo:
1. Non più novanta esuberi, ma quarantanove e tutti su base volontaria: questa misura riguarderà coloro in possesso dei requisiti di pensionamento di anzianità, di vecchiaia, di vecchiaia anticipata o di pensionamento anticipato.
2. L'azienda favorirà l'esodo dei redattori, mettendo a disposizione incentivi economici.
3. Saranno smaltite, d'intesa con il direttore, le ferie arretrate fino a 175 giorni.
4. L'azienda rinuncia a risolvere il rapporto di lavoro anche nei confronti dei giornalisti che abbiano conseguito complessivamente un'anzianità contributiva previdenziale di 35 anni e che abbiano compiuto quest'anno i 59 anni.
5. Taglio del «premio di risultato» (2.500 euro pro capite nel 2010) assegnato annualmente ai redattori.
6. L'obiettivo del piano è portare l'organico a 310 unità, compresi i giornalisti che lavorano nei supplementi, nelle sedi distaccate e negli uffici di corrispondenza.
7. Ai redattori sarà fornito un Blackberry nell'ottica di una sempre maggiore migrazione verso il digitale.
8. Le collaborazioni interne al gruppo non saranno remunerate.
9. Nessun giornalista sarà messo in Cigs (preludio all'uscita da via Solferino) senza il suo consenso.
RCS PERIODICI.
Il Cdr di Rcs Periodici è stato integrato dai rappresentanti sindacali di A, Io Donna e Oggi, per la gestione della crisi. La sera del 28 luglio era stato siglato un verbale di riunione che traccia le linee guida condivise per arrivare all'intesa: "L’azienda conferma di non avere l’intenzione di procedere a chiusure o cessione di alcuna testata. L’organico giornalistico aziendale complessivo, a parità di perimetro di testate attuali, è fissato in un numero compreso tra le 195 e le 198 unità giornalistiche....La gestione della crisi avverrà su un arco temporale di 24 mesi con l’impegno delle parti ad avviare il piano entro il primo dicembre 2009". E’ previsto un tavolo azienda-sindacato sulla gestione degli esuberi "per determinare in particolare la tipologia (fissa o a rotazione) e la durata (tra uno e due anni) della Cigs, che non sarà comunque attivata per un numero di unità superiore ai potenziali prepensionabili In nessun caso i non prepensionabili saranno messi in Cigs salvo che nell’ipotesi di Cigs a rotazione; questa riguarderebbe eventualmente tutti i giornalisti per un equivalente non superiore alle 24 unità (per circa 3 giorni lavorativi al mese)". . Le parti definiranno "un pacchetto minimo garantito di incentivi per favorire l’uscita volontaria dei prepensionabili e l’Azienda ricercherà, con i singoli prepensionabili, un accordo preventivo al collocamento in cassa integrazione, tenuto anche conto delle singole situazioni".



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