Un 2010 carico di serenità... nei talk show

Sabato, 2 gennaio 2010 - 12:23:00

Il 2010 è finalmente arrivato. Con esso sono giunte, come usualmente accade nel momento di passaggio tra vecchio e nuovo anno, critiche riferite al periodo appena rimasto alle spalle e auspici relativi all'arco temporale di incipiente svolgimento. Tanto le prime quanto i secondi sono utili soltanto se e nella misura in cui riescano a configurare prospettive di reale miglioramento in senso oggettivo.

Cosicché, nel già ricco novero dei desideri da affidare al demiurgo ora in carica, appare particolarmente utile l'elargizione di un monito ai giornalisti che, da adesso fino al lontano mese di dicembre prossimo, assumeranno il gravoso onere di moderare i dibattiti dei vari talk-show televisivi dai toni sempre più aspri ed infuocati.
Nello specifico, è decisamente credibile che gli italici (e non solo) utenti del mezzo televisivo abbiano augurato a sé stessi di non assistere al ripetersi di scene di censura, la quale è per sua stessa natura ingiustificata ed ingiustificabile.
In altri termini, da più parti si è espresso il desiderio di non contemplare alcuni siparietti dell'era che fu (anche quella più immediata) in cui qualche zelante moderatore si è trovato, in virtù del millantato proprio ruolo di padrone di casa, a togliere la parola all'oratore di turno senza permettere che lo stesso continuasse nell'esposizione del proprio convincimento.

E, allora, il monito è proprio questo: cari conduttori del vapore televisivo, per favore, evitate di togliere la parola ai vostri ospiti facendovi forti del ruolo i padroni dello stesso!
Perché, ove, tronfio dell'autocelebrazione della propria funzione, stronchi lo sviluppo di una discussione, il padrone del vapore stesso rifila una terribile e mortificante frustata all'intelligenza del proprio interlocutore, salvo il probabilissimo rischio di appalesarsi come ridicolo e nondimeno dilettantistico ed incapace direttore di un'orchestra evidentemente non all'altezza del suo conduttore.
Senza sottacersi che chi, adulto e vaccinato, si rende protagonista di condotte, indubbiamente puerili, sottese ad atteggiamenti del genere dovrebbe ricordare di sbirciare sulla propria patente di guida e aggiornare il dato mentale sulla cognizione della propria età anagrafica.
Altro è se la parola venga tolta, conformemente - in tal caso - a come deve essere, per l'uso volgare che ne faccia il soggetto usuario.
Il tempo darà il suo responso.
L'ossequio del monito, anziché di colui che l'ha formulato, si rivelerà sicuramente proficuo.
Tanti auguri a tutti.

Mario Tocci
www.mariotocci.eu
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