Il 2010 dei media
di Angus
da www.barabinoalumni.it
Per i media italiani il 2010 è forse stato uno degli anni più difficili caratterizzato da vari e diversi fattori che hanno contribuito ad aumentarne la complessità quali, tra gli altri, il calo di pubblicità e copie, i processi di ristrutturazione e riorganizzazione di conseguenza attuati e il clima, anche politico, difficile che ha influito sul modo di dare le notizie.
Ma il 2010 è stato un anno difficile anche e soprattutto perchè il modello di informazione che da sempre ha caratterizzato i media è entrato in discussione con la conseguente necessità, da parte dei gruppi editoriali, di adattarsi e di adattare l'offerta di informazione.
Non sono mancati però aspetti positivi che evidenziano, comunque, un settore e un'industria che reagisce. In questa ottica, il processo avviato dalle principali testate verso un nuovo modello convergente che possa unire e integrare cartaceo con online e, all'interno dell'online, video e social network in ottica maggiormente convergente.
E' stato, in questo senso, l'anno del passaggio definitivo al digitale, l'anno dell'iPad e della corsa delle testate ad essere sull'iPad, quasi fosse la soluzione alla crisi di settore. Ma anche l'anno delle interviste e delle trasmissioni (vedi Mentana) messe online invece che su televisione.
In ottica di convergenza, il 2010 è stato un anno di transizione e bisognerà attendere il 2011 per vedere come i gruppi editoriali sapranno meglio differenziare e distinguere l'informazione sul cartaceo da quella sull'online.
Sono nate nuove iniziative e tra queste vale la pena ricordare il lancio del quotidiano online Lettera43 e l'ultima e recente iniziativa di Belpietro e Feltri che hanno rilevato il controllo di Libero e che diverranno imprenditori/Direttori con, tra l'altro, un piano editoriale semplice ma innovativo: news sull'online e approfondimento sul cartaceo.
Se volessimo segnalare le testate che meglio hanno saputo interpretare il cambiamento potremmo segnalare (ma questo, preciso, è un punto di vista personale e non necessariamente del Muro) Wired in primis, per la capacità di leggere i cambiamenti e di fare innovazione, il Foglio per l'ottima integrazione tra online, cartaceo e segmentazione delle community e il Corriere della Sera per la coerenza nel proseguire nel processo di cambiamento.



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