Made in Italy in Cina/ Cinque agenzie di comunicazione insieme per portare la creatività italiana in Oriente: a Hong Kong nasce 1.618

Martedì, 12 luglio 2011 - 01:57:00

Cinque agenzie insieme per portare il made in Italy in Cina. Ecco 1.618, nuova rete di imprese costituita a Hong Kong con l'obiettivo di offrire alle aziende cinesi e asiatiche servizi di corporate branding, packaging design, comunicazione digitale e web, advertising, sviluppo di nuovi prodotti, direct marketing, colonne sonore e jingle. Ma anche di proporre progetti di comunicazione ad hoc per le aziende italiane che intendono puntare ai mercati asiatici, contando su un partner che abbia specifiche competenze su una realtà tanto vasta quanto complessa.

1618 partner group
I partner di 1.618
1.618, una mission in un numero/ 1.618 è il cosiddetto “rapporto aureo”, massima espressione della bellezza universale nel Rinascimento italiano, e anche perfetta sintesi della filosofia dell’agenzia. Questo è presente in molte grandi opere, prime tra tutte, la Gioconda e l’Uomo Vitruviano di Leonardo. Il genio e l’arte italiana, l’amore per la bellezza, l’attenzione all’armonia, sintetizzati nel rapporto aureo, si uniscono a numeri bene auguranti per la cultura cinese, come l’8 - basta ricordare che l’apertura delle Olimpiadi a Pechino fu volutamente caratterizzata da una sequenza di numeri 8 (08.08.08 alle 08.08 pm) - e ancor più il suo doppio, il numero 16. Queste considerazioni, oltre al fatto che i cinesi tendono a memorizzare con maggiore facilità i numeri piuttosto che i nomi, sono alla base della scelta della denominazione della nuova realtà.
A dare vita a 1618 sono le milanesi Equent (comunicazione integrata, direct marketing, prodotti promozionali), Jinglebell (produzioni audio, jingle pubblicitari), Lumen (brand consumer e corporate), vanGogh (advertising e comunicazione digitale) e WWEG (sviluppo e posizionamento strategico di prodotti industriali e brand).  "Non andiamo in Cina a insegnare a fare comunicazione, portiamo il nostro gusto e le nostre competenze ma nei nostri uffici di Hong Kong lavoriamo fianco a fianco con personale cinese, siamo aperti alla contaminazione e vogliamo noi stessi imparare sempre di più della cultura cinese, in modo da aiutare anche le aziende italiane a operare su quel mercato ", spiega Max Galli di vanGogh alla presentazione del progetto.

Così, alle cinque persone attive nella sede di Hong Kong (che potrebbero raddoppiare entro fine anno) si aggiungono le competenze di oltre cento professionisti che lavorano con le cinque agenzie partner di 1.618. Obiettivo: “Un milione di euro di fatturato nel primo anno di attività – spiega ad Affari Gianluca Cinquepalmi di WWEG – puntando su un target formato da tutte quelle grandi aziende cinesi e orientali, sconosciute da noi, che vogliono affermarsi sul mercato locale ma anche in Italia e in Europa. Perché se è vero che oggi da noi il prodotto cinese non viene percepito come prodotto di qualità, è vero anche che in molti casi la qualità c’è eccome, e va comunicata adeguatamente ai potenziali clienti”.

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