123people, così si valuta la reputazione online

Sabato, 19 settembre 2009 - 09:20:00

Il 9 settembre è stata lanciato anche in Italia un nuovo motore di ricerca dedicato esclusivamente ai dati personali. Il servizio è garantito da 123people, una start-up con sede a Vienna nata circa due anni fa. Russell E. List-Perry, attuale Ceo, ha riflettuto sulle statistiche che vogliono che il 30% delle chiavi di ricerca su Google è formato da dati personali e ha pensato di creare un motore dedicato a questo obiettivo. Il primo per traffico tra quelli di questo genere secondo i dati Alexa, con ben 15milioni di utenti unici al mese. 
Il sito (il secondo più visitato in Austria) esiste in 9 paesi diversi (USA compresi), che entro fine anno diventeranno 11.


 

123people Home
La home page di 123people Italia

Luca Sartoni, PR Manager & Media Strategist per l’Italia, sottolinea ad Affaritaliani.it come, a differenza di motori di ricerca generalisti, 123people si basi su una tecnologia real time: “I portali come Google, svolgono gran parte del loro lavoro indicizzando i dati presenti negli altri siti e salvandoli nel proprio database. Le ricerche degli utenti, quindi, sono limitate a quello che c’è nell’archivio. Se invece si cerca un nome su siti come 123people, il software scandaglia direttamente i siti finali. Questo significa che i risultati possono essere diversi tra un giorno e l’altro perché magari i dati presenti nelle fonti sono cambiati”. Questa funzione è molto importante proprio per una delle attività primarie per cui il portale può essere utilizzato: il cosiddetto reputation control. Si può scoprire, ad esempio, che sul web ci sono informazioni sgradite, magari inserite in passato ma di cui non ci si ricorda più. “In questi casi - continua Sartoni - la questione della privacy viene completamente demandata alle fonti: 123people semmai dà la possibilità di scoprire se qualcuno viola questo diritto”.

Luca Sartoni
Luca Sartoni,
PR manager & media strategist
per l'Italia di 123people

Per il momento la search viene fatta solo in base a nome e cognome e non sulle identità - qualcuno magari è presente online più con un nickname che con un nome vero e proprio - e questo limita un po’ la ricerca. “Il fatto che gli uomini siano abituati a nome e cognome per identificare le persone - commenta il responsabile italiano del progetto - genera una piccola distorsione nella percezione perché ci si immagina che essi corrispondano ad un’identità, mentre corrispondono solo ad un nome e un cognome. L’identità è qualcosa di diverso”. “Per ora, anche in casi di omonimie - continua Sartoni - ci limitiamo a dare le informazioni su tutti quelli che condividono quel nome. Nel caso di Mario Rossi, ad esempio, il motore non è in grado di capire di quale Mario Rossi si parla. Se io scegliessi di privilegiare il più conosciuto limiterei il servizio. Lasciamo all’utente l’onere, e anche la libertà, di scegliere quali sono i dati rilevanti”.
La questione delle identità non è comunque una priorità per il momento: l’economia delle startup europee è basata sulla localizzazione. In questo caso non è solo un problema di lingua, ma soprattutto di dati locali. Il successo del sito negli altri paesi è dovuto proprio al fatto che si integra il metodo di ricerca ai database locali, come elenchi telefonici e quant’altro. “Nelle prossime settimane daremo la possibilità di accedere a dati che in genere è difficile avere aggregati in una sola pagina: cercando un nome si potranno trovare i numeri di telefono e gli indirizzi collegati, ma anche tutti i libri pubblicati se si cerca uno scrittore o i dischi incisi nel caso di un musicista e tutti i dati pubblici collegati”.
Ecco perché per il momento il motore si limita a scandagliare social nework, blog e poco più, mentre tra una quindicina di giorni inizierà ad integrare i dati delle prime directory che hanno aderito al progetto.
“Ogni partner stringe un accordo diverso. Può chiedere che l’intero dato sia presente o che l’utente sia rimandato al sito. Ad esempio in Germania i numeri di telefono vengono mostrati con le ultime due cifre nascoste. Per vedere l’intero numero basta ciccare sul dato e si viene reindirizzati alla fonte. Con questo sistema abbiamo visibilità entrambi. Gli utenti a noi chiedono immediatezza, alle fonti esattezza dei dati e coerenza”
Intanto la partenza è incoraggiante anche in Italia, anche se il sito non è ancora nella sua versione definitiva. Non ci sono ancora dati ufficiali, ma il semplice Tam tam sui social media ha portato diversi click.
“Per noi è un’esperienza molto, molto importante - conclude Sartoni - Gli utenti potrebbero trovare le stesse informazioni cercando in 50 siti diversi. Noi gliele offriamo in una sola pagina”.

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