Niente brindisi sul regolamento europeo per la vinificazione biologica
Di Cristina Micheloni - Comitato scientifico Aiab
L'ennesimo incontro SCOF, quello di questa settimana, si è concluso con un nulla di fatto ed una proposta francese magicamente apparsa a fine incontro e che verrà portata ai voti il primo giugno prossimo. Non solo quindi niente brindisi sull'ipotesi di regolamento da mesi in circolazione e che già poco ci piaceva ma abbiamo dovuto mandar giù anche l'amaro calice di una negoziazione peggiorativa e fatta proprio senza di noi! Eppure siamo un importante paese europeo per la produzione di vino ed il primo in termini di produzione di vino biologico, eppure i consumatori del Nord Europa qualche segnale l'hanno dato, eppure è da 6 anni ormai che la ricerca continua a dimostrare come si possa essere seriamente e tecnicamente "diversi" nel fare del vino bio ed an che molto buono! Nulla da fare: ad oggi pare proprio che la lobby del vino convenzionale abbia la meglio e che potrà brindare (loro sì!) assieme ai grossi imbottigliatori e rivenditori che svilendo così il significato del vino bio potranno sempre dire che in fin dei conti è uguale a quello convenzionale.
Tutto ciò mentre il mercato dei vini buoni e bio cresce e si qualifica... bene, lo lasceremo ai vini cileni, californiani ecc.
Ma ancora uno spiraglio c'è: signor Ministro intervenga, ormai i giochi si possono fare solo ai "piani alti". Giochi tutte le carte per riportare almeno alla "decenza" questo annacquato regolamento ed assicurare ai vignaioli seri che "vino biologico" significa qualcosa.



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