Greenpeace accusa i grandi brand dell'abbigliamento sportivo: "Sostanze tossiche nei vostri vestiti"
Tracce di sostanze chimiche dannose per la salute e l'ambiente sono state rinvenute nei capi d'abbigliamento prodotti da grandi brand internazionali come Nike, Puma e Adidas. A lanciare l'allarme è Greenpeace, che ha reso noti i risultati delle analisi commissionate su alcuni articoli di abbigliamento e scarpe sportive acquistati in 18 Paesi del mondo, tra cui l'Italia, e prodotti dai più importanti marchi del settore. Dallo studio, pubblicato nel rapporto "Panni sporchi 2", è emerso che ben 52 dei 78 capi presentano tracce di nonifenoli etossilati (Npe), composti chimici che una volta rilasciati nell'ambiente si trasformano in una sostanza, il nonilfenolo (Np), che ha proprietà tossiche persistenti e dannose per il sistema ormonale dell'uomo.
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Dopo la pubblicazione del rapporto di Greenpeace, alcuni attivisti si sono radunati davanti a un grande magazzino Adidas a Hong Kong per chiedere all'azienda di eliminare le sostanze chimiche dannose dai suoi prodotti. Il Gruppo era già finito al centro delle polemiche il mese scorso, dopo la pubblicazione di un precedente rapporto di Greenpeace, "Panni sporchi", che denunciava il problema dell'inquinamento dei fiumi cinesi a causa degli scarichi dell'industria tessile. In seguito alla pubblicazione, Nike e Puma si sono impegnate a eliminare, entro il 2020, tutte le sostanze pericolose dai loro prodotti, mentre Adidas non ha ancora annunciato decisioni in tal senso.



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