Sorgenia/ Bani ad Affaritaliani.it: "Ora un tavolo per la trasparenza"

Venerdì, 22 ottobre 2010 - 18:00:00

Riccardo Bani
Riccardo Bani
Riccardo Bani, direttore generale di Sorgenia, sceglie Affaritaliani.it per spiegare i motivi che hanno portato l'Autority per l'Energia a sanzionare la società e altre 4 big del settore per le modalità di compilazione della bolletta. "Trasparenza e comprensibilità sono le nostre parole d'ordine", assicura. Ecco che cosa è successo.

L'INTERVISTA

L'Autorità dell'Energia ha sanzionato Sorgenia e altri quattro big del settore per scarsa trasparenza nelle bollette per i consumatori. Che cosa è successo?
"Va detto innanzitutto che credo nel ruolo della regolazione, anche perché è proprio grazie a questa che Sorgenia è nata, e sono convinto sostenitore del rispetto delle regole e delle prescrizioni. Anche se, ferma restando la condivisione dei principi ispiratori, può accadere come in questo caso che si abbia una differente interpretazione degli stessi principi sugli aspetti più formali. E proprio i principi della delibera in questione, di trasparenza e comprensibilità, sono condivisibilissimi. Sono anche fermo sostenitore del fatto che ci debbano essere delle linee guida. Ma credo che se si cerca di essere ancora più trasparenti e comprensibili non si vada contro i principi stabiliti dall'Autorità. Anzi. Peraltro il fatto che la stessa Autorità abbia deciso di modificare sostanzialmente la modalità di rappresentazione delle voci in bolletta da gennaio 2011, rispetto a quanto previsto dalla 156/07, lo conferma".

Che cosa vi è stato contestato precisamente?
"Di fatto aspetti formali che nulla hanno a che fare né con gli importi fatturati né con la sostanza del rapporto contrattuale ed economico con il cliente. A titolo di esempio, Sorgenia ha dei prodotti indicizzati con i combustibili, in particolare con il Brent, e quindi le tariffe trimestralmente si adeguano, come accade anche per quelle dell'Autorità. Molti clienti ci avevano chiesto il perché di questa modifica del prezzo della componente energia di trimestre in trimestre, rispetto a quanto sottoscritto nel contratto. Di qui abbiamo ritenuto utile, proprio nella logica della comprensibilità e della trasparenza, separare la voce del prezzo previsto dal contratto da quella dell'adeguamento all'indice. In questo esempio è proprio questa ulteriore spiegazione in bolletta a non essere formalmente aderente, secondo l'Autorità, agli standard di compilazione previsti nella delibera 156/2007".

Avete ottemperato alle richieste dell'Autorità?
"Sostanzialmente sì. Ci siamo adoperati da subito e lo abbiamo fatto prima della sanzione, nonostante ci fosse una revisione totale della rappresentazione delle voci in bolletta proprio da parte della stessa Autorità che porterà a breve (gennaio 2011) al cambio delle regole".

Quali sono le iniziative di Sorgenia a beneficio della trasparenza e della comprensibilità nei confronti dei clienti?
"Stiamo portando avanti già da tempo il progetto di analisi civica dei nostri contratti. La normativa dice infatti che questi devono essere leggibili. Sorgenia ne ha ampliato il formato,  ingrandendo i caratteri, e ha analizzato le clausole con Cittadinanza Attiva che ci ha aiutato a definire una nuova struttura contrattuale dal punto di vista dei contenuti e della forma. Abbiamo poi avviato un rapporto di conciliazione paritetica con le associazioni dei consumatori, incluse le partite Iva. Abbiamo un codice di condotta commerciale volontario che alleghiamo al contratto. E io spero che si riesca ad avviare, al di là del nuovo layout del gennaio 2011, un tavolo comune operatori-consumatori-Autorità dell'Energia proprio su trasparenza e comprensibilità. Perché la materia è davvero complessa e noi possiamo portare il contributo delle interazioni quotidiane con i nostri clienti finali: dobbiamo tenere presente che trasparenza e comprensibilità non sono sempre facilmente conciliabili".

Su che cosa ci sarebbe bisogno che l'Autorità intervenisse?
"Mi piacerebbe che con la stessa incisività ed efficacia intervenisse anche sui cosiddetti soggetti regolati, le società di distribuzione. Perché la comprensibilità e la trasparenza della bolletta dipendono non solo dalla forma ma anche dai contenuti. E uno dei contenuti più importanti è il dato di consumo reale del cliente. E ancora oggi, dopo oltre dieci anni dall'avvio delle liberalizzazioni e nonostante che i consumatori abbiano pagato i nuovi contatori, non esiste una norma che imponga alle società di distribuzione di fornire una certa percentuale di dati a consuntivo. Sono sicuro che un cambiamento in questo senso migliorerebbe la qualità del servizio e la soddisfazione dei clienti. E mi piacerebbe anche che fosse altrettanto regolamentata la bolletta che i distributori devono fornire a noi, anche per utilizzare quelle informazioni per essere più chiari con i clienti finali".

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