Slow politica
di Antonio Felice
Gentile direttrice del Centro Studi di Slow Food, sono pienamente d'accordo sul fatto che siamo soggetti politici, più o meno tutti, e nelle più svariate circostanze e funzioni. Non siamo però tutti politici, fortunatamente. Sarebbe come se nei vari "bar sport" d'Italia gli avventori fossero tutti allenatori o calciatori solo perché parlano di calcio dalla mattina alla sera. Sarebbe un disastro.
Chi scrive è un giornalista professionista da trent'anni ma non ha mai fatto il politico pur svolgendo una funzione, quella di informare, di rilevante ruolo anche politico. Essere soggetti politici è una cosa, essere dei politici, essere attivi in politica, essere dei protagonisti della politica è un'altra.
Non fa quindi alcuna notizia, non rappresenta una novità che Slow Food, lei ed io siamo soggetti politici. Una novità è che Carlo Petrini annunci in assemblea, senza tentennamenti, una dichiarazione ripresa in apertura dal comunicato ufficiale emesso dallo stesso Slow Food, alla quale quindi viene attribuita una notevole importanza. Questa dichiarazione: "Da questo congresso Slow Food esce come nuovo soggetto politico che incide nella realtà concreta del Paese".
Le posso assicurare una cosa: che seguiremo con attenzione gli sviluppi, se ci saranno, di quella che noi abbiamo interpretato come una discesa in campo. Se ci siamo sbagliati è perché abbiamo dato alle parole il peso che hanno. Tuttavia, l'importante è capirsi. Di confusione attorno, in politica soprattutto, ce n'è già troppa.
da greenplanet.net



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