Risparmio energetico/ La green economy? Bruxelles ci pensa con un Fondo
La questione energetica è cruciale per lo sviluppo di un paese. L'Unione europea l'ha capito, si sta muovendo nella direzione giusta, e ha creato un Fondo ad hoc in attesa di una vera e propria Direttiva sull'efficienza energetica europea.
Il Fondo europeo per il risparmio energetico è uno strumento per fornire prestiti, garanzie e capitali volte a finanziare progetti di risparmio energetico ad enti pubblici e a privati che operino per conto delle autorità pubbliche.
Non occorre sottolineare quanto una iniziativa del genere possa giovare alla green economy agendo come volano per il rilancio economico dei territori.
Si tratta di un Fondo triennale di 265 milioni di euro che è destinato a superare i 700-800 milioni. Tra gli sponsor la Commissione europea, la Banca europea per gli investimenti, la Deutsche Bank e la Banca depositi e prestiti. Ottenere i fondi non è difficile, e la procedura è abbastanza tasparente.
Ovviamente perché un piano del genere possa svilupparsi occorre puntare sulle tecnologie giuste, occorre che gli enti locali presentino dei progetti fondati su soluzioni tecniche innovative ed efficaci, fatti salvi la fattibilità e la regolarità dell'idea. In tal senso occorre segnalare la tecnologia Umpi, azienda di Cattolica da anni presente in Italia e all'estero, che ha da poco ottenuto il prestigioso riconoscimento di Laboratorio altamente qualificato da parte del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
Gianluca Moretti, amministratore delegato di Umpi, ha confermato che "il bando è sicuramente un'opportunità in più per i membri Ue" ma che tale iniziativa è solo "propedeutica al raggiungimento dell'obiettivo 20-20-20 stabilito dalla Comunità", ossia la decisione che nel 2020 si realizzino un 20% di riduzione delle emissioni di gas, un 20% di quota nell'utilizzo di fonti rinnovabili e, infine, un 20% di miglioramento dell'efficienza energetica.
A tal proposito, occorre aggiungere che la media di efficienza in più garantita da Umpi supera il 30%, e quindi va ben oltre il parametro indicato a livello europeo. L'eccellenza del made in Italy, evidentemente, non tocca solo il mondo della moda e della gastronomia.



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