Rinnovabili, il governo prepara un taglio del 25 percento
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I tecnici del ministero dello Sviluppo Economico, Ambiente e Politiche agricole stanno lavorando al quarto conto energia. Secondo alcune indiscrezioni, a partire dal primo giugno, sarà previsto un taglio del 25 percento alla tariffa incentivante attualmente in vigore. Un taglio che salirà di un altro 25 percento entro dicembre 2011, per un totale del 50 percento nel 2012.
I tecnici di via Vento avrebbero previsto anche un "tetto annuale" di potenza installabile pari a 1.500 megawatt per il 2010 e 2.500 per il 2012. Alla base delle nuove tariffe per gli incentivi dovrebbe esserci l'adozione del cosiddetto "sistema tedesco". Lo switch avverrebbe a partire da gennaio 2012, slegato tuttavia dal progresso tecnologico, cioè senza una diminuzione graduale degli aiuti in base all'evoluzione degli impianti.
Le indiscrezioni sono state smentite dai tecnici del ministero, almeno per quanto riguarda la parte dedicata al taglio del 25%, i quali fanno sapere di essere "aperti al confronto con tutte le parti". Secondo le principali associazioni di produttori di rinnovabili (Assosolare, Aper, Grid Parity e Asso energie future) è "necessario evitare limiti alle istallazioni e non effettuare tagli troppo pesanti degli incentivi nei prossimi due anni".
Per le aziende del settore il fotovoltaico deve diventare "una precisa scelta strategica per l'autonomia energetica del Paese". Il braccio di ferro sui tagli è destinato però a durare. Sempre secondo indiscrezioni il ministero dello Sviluppo economico avrebbe scelto una "rimodulazione netta". A tenere uno spiraglio aperto è stata Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente, che dopo l'incidente nucleare di Fukushima e con la moratoria all'atomo decisa dal governo, chiede al Paese di svoltare in maniera netta verso le rinnovabili, sostenendo la filiera con "nuovi, equilibrati ed efficaci incentivi".
Il quarto conto energia dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già domani, per poi passare alle valutazioni delle Regioni. Il nuovo provvedimento dovrà essere approvato dopo che un decreto legislativo, adottato in attuazione di una direttiva comunitaria, aveva tagliato gli incentivi agli impianti non entrati in esercizio al 31 maggio, andando così a modificare il terzo conto energia, approvato nell'agosto del 2010.



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