Editoriale/ Difendiamo il pomodoro
di Giancarlo Galan,
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
Il dato diffuso in questi giorni sullo straordinario incremento di pomodori importati dalla Cina, il 173% in un anno, merita da parte nostra un supplemento di riflessione. Si tratterebbe di un quantitativo equivalente a circa il 10% della produzione di pomodoro fresco destinato alla trasformazione realizzata in Italia, che nel 2009 è stata pari a 5,73 miliardi di chili. Si tratta per lo più di pomodoro conservato o concentrato destinato alla trasformazione.
Prescindendo da ogni considerazione sulla salubrità del prodotto, che voglio dare per scontata e che sono certo sarà passata al vaglio dagli organi di controllo preposti, credo sia necessario, in attesa di una normativa più certa sull’etichettatura d’origine, verificare che le confezioni di pomodoro trasformato in cui il produttore volontariamente vanta un prodotto interamente italiano siano veritiere.
Per questo darò disposizione affinché l’Ispettorato Centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari e repressione frodi e il Corpo forestale dello Stato si attivino per effettuare questo genere di controlli affinché i consumatori che scelgono di acquistare pomodori italiani possano essere certi del loro acquisto.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















