Nucleare/ Romani: "Referendum superato". Il Senato approva lo stop
| NUCLEARE: OK SENATO A EMENDAMENTO GOVERNO STOP CENTRALI - L'aula del Senato ha approvato l'emendamento del governo al dl omnibus che sancisce lo stop al programma sul nucleare. L'emendamento, infatti, sostituisce la moratoria di un anno, prevista dal decreto, e abroga tutte le norme relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari. La modifica e' passata con 133 si', 104 no e 14 astenuti. Hanno votato contro Pd e Idv; a favore la maggioranza; astenuti Api e Svp. |
Ma la questione impatta anche sul referendum che era stato indetto e qui il ministro osserva che "i cittadini sarebbero stati chiamati a scegliere, tra poche settimane, tra un programma di fatto superato e una rinuncia definitiva sull'onda dell'emozione, assolutamente legittima, dopo l'incidente di Fukushima, senza pero' avere sufficienti elementi di chiarezza". Allora, rileva il ministro, "la campagna referendaria e, a maggior ragione, un esito abrogativo del referendum, avrebbe messo decisamente in secondo piano le nostre posizioni, le richieste e le pressioni con cui vogliamo garantire sicurezza al nostro paese".
"Quello che ha detto Romani conferma che le modifiche proposte dal governo al decreto sul nucleare non significano la rinuncia a un progetto ormai palesemente insensato, ma servono soltanto a guadagnare tempo, evitando il referendum di giugno. Si tratta, in sostanza, di un inganno perpetrato dal governo ai danni degli italiani", contrattacca il Pd con i senatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante.
E il comitato che ha indetto il referendum aggiunge: "Piu' che uno stop quello del governo sembra un pit stop, una pausa strumentale e transitoria per evitare di ricevere una mazzata dagli italiani al referendum e pure alle amministrative. Ma senza cambiare rotta". L'emendamento con il quale il governo ha fermato il programma nucleare e' "opportuno" e non e' stato voluto per affossare il referendum sul legittimo impedimento anche per la Presidente della Regione Lazio. Renata Polverini, lasciando la Conferenza delle Regioni e rivendicando il no al nucleare nel suo programma elettorale, ritiene "giusto e opportuno che l'Italia, che stava riprendendo il dibattito sul programma nucleare, metta la parola fine".



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