Nucleare, Paolo Romani ad Affari: "I lavori? Stiamo andando velocissimi"

Martedì, 1 marzo 2011 - 12:18:00
CLICCA QUI PER SENTIRE L'AUDIO DELL'INTERVISTA DI AFFARI AL MINISTRO PAOLO ROMANI

paolo romani
Paolo Romani
Mentre il Governo ritocca lo spot del Forum sul nucleare recependo i dettami del Giurì di autodisciplina pubblicitaria, il ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani sgombera il campo dai dubbi circa un rallentamento del processo di reintroduzione dell'energia atomica in Italia. Dubbi sorti dopo i numerosi ricorsi di molte regioni italiane alla Consulta e la bocciatura dei giudici dell'Alta Corte di alcune parti del decreto legislativo 15 febbraio 2010, con cui l'esecutivo ha disciplinato la materia. 

"Il cammino per il nucleare non è rallentato. Anzi, stiamo andando velocissimi", ha sottolineato il ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani, interpellato da Affari proprio sullo stato dei lavori

"L'Agenzia per la Sicurezza Nucleare - ha proseguito Romani - si è insediata. Ora c'è il regolamento che viene emanato dal Ministero dell'Ambiente e dobbiamo trasferire 50 persone dall'Enea e 50 dall'Ispra per cominciare ad organizzare il lavoro all'interno dell'Agenzia. Quindi, a mio avviso stiamo lavorando molto alacremente", ha concluso. 

Intanto nel pomeriggio, proprio davanti dicastero dello Sviluppo Economico c'è stato un sit in-conferenza stampa  da parte delle associazioni ambientaliste e delle organizzazioni di categoria proprio per incontrare Romani e cercare di salvare la neonata "green economy" italiana dalla scure del governo. Rappresentanti di Legambiente, Greenpeace, Wwf, Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Kyoto Club, Ises, Anev, Aper, Assoenergie futuro e Assosolare si sono date appuntamento davanti al ministero per ribadire le "nefaste" conseguenze del decreto sulle rinnovabili che il consiglio dei ministri varerà giovedì prossimo.

Un provvedimento che contiene almeno tre punti giudicati negativi dalle associazioni ovvero lo stop agli incentivi previsti dal conto energia per il fotovoltaico una volta raggiunto l'obiettivo degli 8mila MW installati, un taglio retroattivo del 30% per gli incentivi per l'eolico e l'introduzione di aste al ribasso per gli impianti oltre i 5 megawatt.

L'attesa dei manifestanti è stata però vana. Intervenendo a un convegno Romani ha ribadito che "bisogna interrompere un meccanismo di incentivazione all'energia rinnovabile che è costato 20 miliardi di euro tra il 2009 e il 2010 agli italiani". "Noi - ha insistito - siamo un paese prevalentemente manifatturiero, molte aziende pagano l'alto costo dell'energia e il costo delle rinnovabili è sulle spalle dei cittadini italiani che in conto bolletta hanno pagato 20 miliardi di incentivi tra il 2009 e il 2010 in cambio del 4,5% di energia prodotta".

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