Puntare sulle rinnovabili per lo sviluppo del paese
di Corrado Clini, ministro dell'Ambiente
Rispetto dell'ambiente e crescita economica sono due facce della stessa medaglia e si tengono insieme proprio attraverso un uso corretto della leva fiscale. Si tratta di disincentivare i combustibili fossili e incentivare invece l'uso di fonti alternative e rinnovabili. I benefici, anche fiscali, possono essere maggiori degli eventuali costi. Questo è il percorso che deve legare Roma con Bruxelles e con Durban.
I nuovi impegni ambientali, come quelli decisi a Durban impongono in tutta Europa un sistema di penalizzazioni e soprattutto di premi per orientare produzione e stili di consumo verso l'innovazione. In sede europea e in Italia si decidera' presto un quadro di incentivi e di ecotasse a favore di un'energia piu' pulita. La scelta spettera' ai consigli europei dei ministri che si occupano di ambiente, finanze (Ecofin) e competitivita'; in Italia dovranno lavorare insieme i ministeri di Ambiente, Economia e finanze, Sviluppo economico. Chi produce o consuma in modo rispettoso per l'ambiente avra' un vantaggio economico competitivo; l'aggravio per chi non sapra' innovare dara' i fondi per finanziare e incentivare l'innovazione.
Il caso dell'esenzione fiscale del 55% sull'efficienza energetica dimostra che il beneficio economico e' maggiore del costo. Oltre al risparmio dei cittadini sulla bolletta energetica e sulle tasse, oltre alla riduzione dei costi per le emissioni di CO2, oltre al contenimento del disavanzo energetico dell'Italia, se non ci si ferma alla sola copertura dei costi, ma leggendo in chiave di conto economico il Fisco (tra Iva e Irpef generate, emersione dell'Iva, occupazione creata), incassa tre volte la spesa sostenuta.


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