Donne, guadagnare meno fa bene all'ambiente
Giovedì, 4 novembre 2010 - 12:53:00
Politica, giornalista, scrittrice ma, soprattutto, ambientalista e femminista. Tutto ciò non basta a descrivere Laura Conti, una donna che ha speso tutta la propria vita nella difesa della dignità delle donne e delle persone e una pioniera in un campo, quello dell’ambiente, considerato a lungo come marginale dalla politica italiana. Se ne parlerà venerdì 5 novembre 2010 alle ore 17.30 nel convegno "Donna e ambiente: da Laura Conti ad oggi" che si terrà presso la Sala del Grechetto di Palazzo Sormani, in via Francesco Sforza a Milano.
Molti dei temi che hanno segnato l’impegno politico e sociale della Conti sono oggi ancor di stretta attualità. Primo fra tutti quello legato alle questioni ambientali. Sviluppo sostenibile, limitatezza delle risorse e rapporto tra sviluppo industriale e conservazione della natura: riflessioni che parevano avveniristiche per l'epoca ma che fecero di Laura Conti una pioniera di quell’ambientalismo scientifico che oggi rappresenta il punto di partenza di molte battaglie.
“Ancora oggi Laura Conti rappresenta un esempio per il mondo ambientalista – dichiara Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia – soprattutto per la sua straordinaria capacità di dare un'anima e un volto alla freddezza del dato scientifico. Capacità, questa, che l'ha portata ad essere protagonista in uno degli eventi più drammatici vissuti dal territorio lombardo nel lontano 1976: l'incidente della Icmesa di Sevevo e che ha contaminato con la forza delle sue azioni generazioni di ambientalisti".
Ma non solo: Laura Conti ha intrapreso anche battaglie per riconoscere pari dignità alle donne nel mondo del lavoro dove, ancora oggi hanno meno possibilità di accesso e disparità di trattamento. Secondo un rapporto dell’International Labour Organization, ancora nel 2008 dei 3 miliardi di persone circa che hanno svolto un lavoro pagato solo il 40,4% erano donne.
Da un rapporto Istat del terzo trimestre del 2009 emerge una distribuzione del lavoro femminile assai variegata nel paese: al nord risulta occupato il 56,2% delle donne in età lavorativa mentre nel centro circa il 51%. Nel sud la quota di donne occupate è di circa un terzo, dato in continua diminuzione a causa della crisi. Se si guarda al fenomeno migratorio sono circa 5 milioni gli stranieri residenti in Italia (982 mila nella sola Lombardia di cui 405.657 a Milano). Di questi solo il 68% ha una copertura sanitaria, le donne sono il 51,3% e di queste più di un milione lavorano come badanti.
La situazione femminile peggiora nei paesi in via di sviluppo. Per la FAO ancora oggi più del 60% delle persone affamate nel mondo sono donne e bambine , un dato ancora più sconcertante se si pensa che tra il 60 e l’80% del cibo nei PSV è prodotto dalle donne e che la percentuale delle donne impiegate in un settore primario come l’agricoltura in questi paesi raggiunge il 65% contro il 41% di uomini.
La variabile del reddito influisce sull’impatto ambientale relativamente alle scelte e alle abitudini femminili: guadagnare meno porta a vivere in abitazioni più piccole, possedere auto di cilindrata più bassa, usare attrezzature elettroniche ed elettrodomestici che consumano meno energia. Il settore dei trasporti è l’esempio più chiaro di questa situazione: le donne hanno generalmente auto più piccole, fanno più attenzione ai consumi e all’efficienza energetica.
“È probabile che proprio da questa maggiore capacità di impostare i problemi concretamente, da questa maggiore capacità di individuare le situazioni, derivi la differenza di atteggiamento di fronte alla politica” Così scriveva Laura Conti in un articolo su Rinascita del 17 novembre 1962, sulle aspirazioni delle donne immigrate a Milano che descrive, con assoluta attualità, la sua concezione della donna nella società e dell’impegno politico.“Non sono una scienziata , ma una studiosa dei problemi ecologici. Pur trovando affascinante lo studio, penso che sia importante anche agire ed operare. Per questo motivo ho deciso di fare politica: non basta studiare, bisogna anche darsi da fare”.
Molte le ospiti, tutte donne, a loro volta impegnate in diversi campi del sociale e della politica, che si alterneranno sul palco e altrettanto vari i temi: dall'ambientalismo come terreno di impegno e protagonismo delle donne, alla condizione femminile e il ruolo delle donne nella società, all’impegno di ecofemminista di Laura Conti nella città di Milano. All'iniziativa, organizzata da Legambiente Lombardia con il patrocinio del Comune di Milano, parteciperanno: Gemma Beretta, Presidente Circolo Laura Conti di Seveso, Maria Berrini, Presidente Istituto Ambiente Italia, Laura Bettini, giornalista di Radio24, Paola Brambilla, Presidente WWF Lombardia, Sonia Cantoni, Direttrice Arpat Toscana, Maria Grazia Cavenaghi Smith, Direttrice dell'Ufficio di Milano del Parlamento Europeo, Elisabetta Galgani, giornalista di La Nuova Ecologia, Barbara Meggetto, Direttrice Legambiente Lombardia, Rossella Muroni, Direttrice Generale Legambiente, Claudia Odore, Università di Torino, Francesca Terzoni, Primo Marzo.
Molti dei temi che hanno segnato l’impegno politico e sociale della Conti sono oggi ancor di stretta attualità. Primo fra tutti quello legato alle questioni ambientali. Sviluppo sostenibile, limitatezza delle risorse e rapporto tra sviluppo industriale e conservazione della natura: riflessioni che parevano avveniristiche per l'epoca ma che fecero di Laura Conti una pioniera di quell’ambientalismo scientifico che oggi rappresenta il punto di partenza di molte battaglie.
“Ancora oggi Laura Conti rappresenta un esempio per il mondo ambientalista – dichiara Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia – soprattutto per la sua straordinaria capacità di dare un'anima e un volto alla freddezza del dato scientifico. Capacità, questa, che l'ha portata ad essere protagonista in uno degli eventi più drammatici vissuti dal territorio lombardo nel lontano 1976: l'incidente della Icmesa di Sevevo e che ha contaminato con la forza delle sue azioni generazioni di ambientalisti".
Ma non solo: Laura Conti ha intrapreso anche battaglie per riconoscere pari dignità alle donne nel mondo del lavoro dove, ancora oggi hanno meno possibilità di accesso e disparità di trattamento. Secondo un rapporto dell’International Labour Organization, ancora nel 2008 dei 3 miliardi di persone circa che hanno svolto un lavoro pagato solo il 40,4% erano donne.
Da un rapporto Istat del terzo trimestre del 2009 emerge una distribuzione del lavoro femminile assai variegata nel paese: al nord risulta occupato il 56,2% delle donne in età lavorativa mentre nel centro circa il 51%. Nel sud la quota di donne occupate è di circa un terzo, dato in continua diminuzione a causa della crisi. Se si guarda al fenomeno migratorio sono circa 5 milioni gli stranieri residenti in Italia (982 mila nella sola Lombardia di cui 405.657 a Milano). Di questi solo il 68% ha una copertura sanitaria, le donne sono il 51,3% e di queste più di un milione lavorano come badanti.
La situazione femminile peggiora nei paesi in via di sviluppo. Per la FAO ancora oggi più del 60% delle persone affamate nel mondo sono donne e bambine , un dato ancora più sconcertante se si pensa che tra il 60 e l’80% del cibo nei PSV è prodotto dalle donne e che la percentuale delle donne impiegate in un settore primario come l’agricoltura in questi paesi raggiunge il 65% contro il 41% di uomini.
La variabile del reddito influisce sull’impatto ambientale relativamente alle scelte e alle abitudini femminili: guadagnare meno porta a vivere in abitazioni più piccole, possedere auto di cilindrata più bassa, usare attrezzature elettroniche ed elettrodomestici che consumano meno energia. Il settore dei trasporti è l’esempio più chiaro di questa situazione: le donne hanno generalmente auto più piccole, fanno più attenzione ai consumi e all’efficienza energetica.
“È probabile che proprio da questa maggiore capacità di impostare i problemi concretamente, da questa maggiore capacità di individuare le situazioni, derivi la differenza di atteggiamento di fronte alla politica” Così scriveva Laura Conti in un articolo su Rinascita del 17 novembre 1962, sulle aspirazioni delle donne immigrate a Milano che descrive, con assoluta attualità, la sua concezione della donna nella società e dell’impegno politico.“Non sono una scienziata , ma una studiosa dei problemi ecologici. Pur trovando affascinante lo studio, penso che sia importante anche agire ed operare. Per questo motivo ho deciso di fare politica: non basta studiare, bisogna anche darsi da fare”.
Molte le ospiti, tutte donne, a loro volta impegnate in diversi campi del sociale e della politica, che si alterneranno sul palco e altrettanto vari i temi: dall'ambientalismo come terreno di impegno e protagonismo delle donne, alla condizione femminile e il ruolo delle donne nella società, all’impegno di ecofemminista di Laura Conti nella città di Milano. All'iniziativa, organizzata da Legambiente Lombardia con il patrocinio del Comune di Milano, parteciperanno: Gemma Beretta, Presidente Circolo Laura Conti di Seveso, Maria Berrini, Presidente Istituto Ambiente Italia, Laura Bettini, giornalista di Radio24, Paola Brambilla, Presidente WWF Lombardia, Sonia Cantoni, Direttrice Arpat Toscana, Maria Grazia Cavenaghi Smith, Direttrice dell'Ufficio di Milano del Parlamento Europeo, Elisabetta Galgani, giornalista di La Nuova Ecologia, Barbara Meggetto, Direttrice Legambiente Lombardia, Rossella Muroni, Direttrice Generale Legambiente, Claudia Odore, Università di Torino, Francesca Terzoni, Primo Marzo.



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