Latte, Ue nella giusta direzione ma è ancora poco
“La proposta di regolamento sulle relazioni contrattuali nel settore latte, adottata ieri dalla Commissione europea è pienamente condivisibile, incoraggia il rafforzamento della capacità contrattuale dei produttori, migliorando la trasparenza nei rapporti di mercato. In questo senso, comunque, resta necessario che l’Unione europea si convinca che anche la dichiarazione in etichetta dell’origine del latte concorre a tali obiettivi”. Questo il commento del presidente del Settore lattiero-caseario di Fedagri-Confcooperative, Tommaso Mario Abrate, sul mini pacchetto latte presentato giovedì dalla Commissione europea.
“Rimane da focalizzare meglio - continua Abrate - il ruolo che s’intende attribuire alle Organizzazioni dei produttori (OP) e all’interprofessione. Nulla da obiettare sull’importanza di questi soggetti, ma solo quando siano realmente pensati per il miglioramento della commercializzazione e della trasformazione e quando le OP detengano effettivamente il prodotto”.
“La proposta di regolamento, nel momento stesso in cui esclude le cooperative dal sistema contrattuale previsto, implicitamente riconosce che il sistema introdotto nulla aggiunge all’esistente, se le misure riguardanti le OP dovessero rimanere queste – sottolinea Abrate - duole affermare che in Europa non ne abbiamo bisogno poiché abbiamo già livelli di aggregazione molto più efficienti”.
Due invece per Fedagri le integrazioni ritenute necessarie: l’inserimento di misure specifiche per il comparto ovicaprino, che nel nostro Paese sta vivendo una crisi drammatica, e la legittimazione (in questo Pacchetto o nel Pacchetto Qualità) della programmazione produttiva dei formaggi DOP, che per l’Italia sarà determinante per competere in un mercato interno senza più limiti produttivi e in un mercato globale senza più regole né barriere.
Quanto alla conferma del superamento delle quote lattiere Fedagri richiama l’esigenza di non dare per scontato lo smantellamento di sistemi di gestione della produzione, che finora sono stati in grado di assicurare una diffusione equilibrata della produzione in tutte le aree produttive dell’UE, comprese quelle svantaggiate, ovvero di prevedere misure compensative per le aree che si dimostrino particolarmente virtuose nella capacità di contenimento della produzione.
“Sul versante dell’attuale sistema delle quote – ricorda infine Abrate - occorre anche garantire finalmente, in Italia, equità competitiva tra tutti i produttori non perseverando nel mantenimento dell’impunità per la esigua minoranza di produttori che non intende regolarizzare la propria posizione”.



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