La laicità transgenica di De Castro
di Andrea Ferrante - Presidente Aiab
La laicità è un principio sacrosanto, se è permesso il calambour. Talvolta però nasconde subalternità nei confronti della convinzione dogmatica; altre la sua invocazione è volta a camuffare una posizione schierata e pregiudiziale. Quando, in un suo intervento su Agrisole, l’ex Ministro De Castro, ora Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, fa professione di laicità sul tema degli OGM, deludendo chi attende da lui “sì sì, no no”, fa a parole (e temiamo anche ‘nei fatti’) un’apertura spassionata alle colture transgeniche: gli OGM sono sicuri perché la normativa europea li garantisce; la selezione varietale e la nostra dieta è pienamente frutto di applicazioni biotecnologiche, la coesistenza è sic et simpliciter possibile, la zootecnia europea e quella italiana di pregio poggiano le zampe sulla soia transgenica, le sement i sono ibride e gli agricoltori sono comunque usciti da tempo dal medioevo della risemina aziendale tanto che il tema della proprietà intellettuale è malposto. Ne consegue che la ricerca pubblica si debba buttare su questo eldorado e si debba foraggiare specificamente a questo fine, perché oltretutto costa poco.
Laicamente, sia detto, facciamo presente che Riccardo Ferri, Monsanto Italia, stima in 100-200 milioni di euro il costo di ricerca e sviluppo di una sola varietà transgenica, che anche la coesistenza in ascensore tra un tabagista e una donna in cinta è possibile, ma solo uno dei due ci rimette, che fonti proteiche e amidacee non-OGM sono tuttora ampiamente disponibili per le filiere zootecniche di qualità e industriali, che la selezione varietale e i sistemi sementieri sono ancora ovunque nel mondo, inclusa l’Europa, ampiamente partecipati dagli agricoltori, che i processi di brevettazione si dilatano a coprire ampie forme del vivente, incluse quelle non oggetto di alcuna ‘invenzione’. E infine che gradiremmo, a Bruxelles come in Italia, una guida dell’agricoltura europea svolta a tutela degli interessi di agricoltori e cittadini e condotta in maniera, diremmo, aconfessionale. Qui l'intervento di De Castro su Agrisole.



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