L'agricoltura bio ci salverà dalla crisi. Ecco la vera green economy anticiclo
L’agricoltura biologica in Italia coinvolge circa 48mila imprenditori che operano su oltre 1 milione di ettari di superficie. Rispetto al 2009, nel 2010 si rileva una riduzione complessiva del numero di operatori dell’1,7% a fronte di un incremento della superficie interessata dello 0,6%. Sono questi, in sintesi, i dati elaborati dal Sinab, il Sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura biologica, presentati al Sana, il Salone internazionale del naturale che si è tenuto di recente a Bologna.
Ma, se si guarda al fatturato, il settore bio offre numeri anti-ciclici, come rilevano all’Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare. In dieci anni è triplicato il valore delle vendite in Italia, che arriva a 3 miliardi di euro. In controtendenza rispetto al calo dei consumi generale, crescono poi nel 2011 gli acquisti di prodotti alimentari biologici confezionati, con un balzo in avanti del 12%. Gli aumenti record - sottolinea la ricerca Ismea con Ac Nielsen relativi al primo quadrimestre del 2011 - si registrano per alcuni prodotti come la pasta (+35%), il latte (+32), e le mozzarelle (+83) ma anche per i cracker (+54) e i formaggi freschi e spalmabili che addirittura raddoppiano (+101%). “Si tratta di risultati importanti - ha commentato il ministro dell’Agricoltura, Saverio Romano - che testimoniano come in Italia si stiano radicando sempre più una cultura e uno stile di vita sano, in cui il biologico si inserisce in maniera perfetta”.
Tornando alla fotografia scattata dal Sinab, anche quest’anno si è visto prevalere il Mezzogiorno come polo produttivo nazionale: la Sicilia, seguita da Calabria e Puglia, risulta la regione con la maggior concentrazione di operatori. Emilia Romagna, Veneto e Lombardia, rispettivamente con 772, 549 e 543 operatori, risultano invece le regioni con il maggior numero di aziende di trasformazione impegnate nel settore biologico.



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