Inquinamento/ Neve chimica in Val Padana
Nevica in Val Padana, ma i fiocchi non provengono dalle nuvole, anzi in alcune zone e' addirittura sereno. E' lo strano e piuttosto raro fenomeno della "neve chimica", un processo chimico-fisico che si crea quando due condizioni si verificano contemporaneamente, ossia il grande freddo, come quello di questi giorni al nord, e i livelli di inquinamento.
"La Neve chimica - spiega il meteorologo Antonino Sano', del portale IlMeteo.it - e' un fenomeno raro, tipico delle aree industriali padane. Infatti per neve chimica si intende una precipitazioni di fatto nevosa che si origina escusivamente dalla nebbia in condizioni di temperature negative, ed e' permessa grazie alla presenza di nuclei di condensazione, ovvero sali e polveri e altre sostanze prodotte dalle attivta' antropiche, industrali ed urbane tipiche delle citta' del nord. Negli ultimi giorni il fenomeno ha colpito parte del Piemonte e della Lombardia, e in particolare il Novarese e il Milanese. La neve chimica puo' produrre anche qualche centimetro di manto ghiacciato". Una conseguenza immediata, spiega l'esperto, "e' un ulteriore raffreddamento del suolo, che giustifica valori negativi anche di -8 gradi tra Novara e Milano Malpensa".
Le immagini sia a terra che dal satellite mostrano in effetti una Pianura Padana imbiancata, con un uniforme e denso banco di nebbia che sembra ricalcare proprio il catino padano. Colpa anche, spiega ancora Sano', di un altro fenomeno, la 'galaverna': "Una nebbia che, grazie alle temperature negative, in genere sempre inferiori ai 2 gradi sotto lo zero, essendo formata da minuscole goccioline, tende a congelare su tutte le superfici, in particolare risulta ben visibile sulle piante e sulle vegetazione".
Fortunatamente, stando agli esperti, la 'neve chimica' non è pericolosa né per l'uomo né per la natura. Avrebbe anzi il pregio di ripulire un po' l'aria. Unica accortezza, tenere d'occhio i bambini: guai infatti a mangiarla.


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