Il fotovoltaico sulle terre del boss

Martedì, 6 settembre 2011 - 12:22:00

Quando la lotta per la legalità coincide con la riqualificazione ambientale. Il consorzio Agrorinasce ha annunciato di voler creare un parco fotovoltaico da 3 megawatt nella località di Ferrandelle, azienda agricola in un Comune tra Caserta e Casal di Principe, ex proprietà del boss dei Casalesi Francesco Schiavone, detto Sandokan. Un terreno confiscato dalla giustizia ad uno dei più feroci esponenti dell'organizzazione criminale diventerà così un sito dove sarà prodotta energia solare, ma non solo, grazie all'impegno del consorzio, che ha infine incassato il via libera all'intero piano di sviluppo giunto con il finanziamento concesso dal Ministero dell'Interno nel mese di agosto.

energia solare

Si tratta del più grande investimento pubblico e privato italiano realizzato su un bene confiscato alle mafie: in un’area di tredici ettari prenderanno vita tre livelli: un progetto di riconversione dell’ex fattoria in centro di documentazione, educazione ambientale e isola ecologica; un parco fotovoltaico con un investimento di circa 14,5 milioni di euro, di cui 10,5 milioni per lavori. Poi, un'impianto di circa 9 mila alberi di eucalipto, con un finanziamento della Regione Campania. 

La storia dell’azione di recupero ad uso sociale dell’ex azienda agricola ‘Ferrandelle’ di complessivi 56 ettari, confiscata alla fine degli anni ’80, è emblematica. Dopo oltre 10 anni di vari tentativi falliti di recupero ad uso sociale dell’azienda agricola, il Comune di S. Maria La Fossa, nell’anno 2005, aderisce al consorzio Agrorinasce e parte l’azione di riscatto del territorio e recupero ad uso sociale dei beni confiscati. L’azienda confiscata a Francesco Schiavone, Sandokan, fu oggetto di una precisa azione di recupero da parte dello Stato con il Demanio Militare (43 ettari) per la realizzazione di un Poligono per attività addestrative e con Agrorinasce (13 ettari) per la realizzazione di una ‘Fattoria dei prodotti tipici’. Agrorinasce presentò ed ottenne dal Ministero dell’Interno un finanziamento di circa 560.000,00 euro per la realizzazione della Fattoria.

Nel 2008, mentre erano quasi ultimati i lavori della Fattoria, l’allora Commissario per l’emergenza dei rifiuti nella Regione Campania, il Prefetto De Gennaro, utilizzò la parte assegnata al Demanio Militare per localizzare il sito di stoccaggio provvisorio di rifiuti solidi urbani di oltre 500.000 tonnellate. I lavori furono immediatamente sospesi, e Ail consorzio si impegnò con lo stesso Ministero dell’Interno a trovare una soluzione alternativa che fosse più coerente con lo stato dei luoghi, proponendo di riconvertire l'area in un nuovo progetto che avesse l’obiettivo di realizzare su un’unica area confiscata un’attività di recupero e smaltimento di rifiuti, di produzione di energia da fonte rinnovabile, di rimboschimento con colture destinata a ‘biomasse’ e di sensibilizzazione sui temi dell’ambiente e del risparmio energetico.

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