Anche H&M cede a Greenpeace: eliminerà le sostanze tossiche
Dopo Adidas, Puma e Nike, anche H&M, secondo rivenditore di abbigliamento al mondo, cede a Greenpeace e si impegna ad adottare i criteri dell'associazione per ripulire l’intera catena di fornitura. "Il futuro toxic-free è più vicino - esultano gli attivisti-. La nuova moda è Detox. Composti pericolosi e inquinanti sono superati. Se lo dice H&M, ci aspettiamo che l’intero settore fashion cambi tendenza".
"La pubblicazione delle nostre inchieste “Panni sporchi” e “Panni sporchi 2” ha fatto emergere il devastante impatto dell’industria tessile sulle acque di tutto il mondo. Siamo riusciti a rivelare la connessione fra le più grandi aziende al mondo di abbigliamento e fabbriche tessili che riversano sostanze tossiche nei principali fiumi cinesi. Poi abbiamo denunciato la contaminazione di capi d’abbigliamento di 14 brand, incluso H&M, con nonilfenoli etossilati (NPE) che, una volta dispersi in acqua, si trasformano in un composto tossico e capace di alterare il sistema ormonale dell’uomo: il nonilfenolo (NP)", continua Greenpeace.
Grazie alla campagna”Detox”, ora Nike, Adidas, Puma e H&M stanno lavorando su piani di azione individuali per dimostrare come riusciranno a mettere in pratica l’impegno assunto.
H&M ha anche accettato di rispettare il “diritto di sapere” per garantire la piena trasparenza sull’uso e le emissioni dei composti dagli impianti dei propri fornitori, con l’obiettivo di pubblicare i primi dati entro la fine del 2012.
Ma Greenpeace non si ferma. "Noi continueremo a lavorare con queste aziende e a incoraggiare gli altri brand, inclusa l’italiana Kappa, a unirsi alla rivoluzione 'Detox'".



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