Greenpeace a Monti: No alle trivellazioni vicino alle coste
"La proposta del governo Monti di riavvicinare a terra le attività petrolifere offshore é una minaccia alla credibilità dell'Italia. Da un governo che in altre occasioni ha manifestato la sua serietà, Greenpeace si aspetta misure volte a promuovere in tempi rapidi la green economy, come l'aumento dell'efficienza dei motori che renderebbe inutile il petrolio". Lo dice in una nota Greenpeace, in merito alla proposta del governo inserita nel decreto sulle liberalizzazioni di incentivare le trivellazioni autorizzandole anche a sole cinque miglia marine dalla costa.
"Con un relitto di 300 metri che dalle scogliere del Giglio accende pesanti dibattiti in tutto il mondo sulla serietà del nostro Paese incapace, in dieci anni, di regolamentare il traffico nel Santuario dei Cetacei, con l'incubo in caso di rottura delle cisterne della nave di una marea nera che tutti sappiamo ingovernabile, il governo italiano approfitta dell'emergenza Concordia per un altro attentato al mare", continua Greenpeace. "È difficile credere che i petrolieri rientrino tra le vittime della crisi economica. Le vere vittime sono i cittadini che, colpiti da politiche assurde, vengono privati dell'accesso a una rivoluzione economica e culturale capace di garantisce sviluppo, occupazione e sicurezza".


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