Poca quantità ma tanta qualità. Grande vendemmia in Veneto

In Veneto il vino non conosce crisi. In un momento di difficili condizioni economiche un po' in tutti i settori, ecco un angolo di mondo dove le cose sembra proprio che non vogliano andare male. È il caso della vendemmia che sta per concludersi in questi giorni, che i viticoltori garantiscono essere di assoluta qualità. Le aspettative che si respirano nelle diverse valli che circondano Verona sono molto alte.
Un'annata ottima per l'uva e incoraggiante sotto il profilo economico: il successo dell'Amarone prosegue, per la gioia di tutta la Valpolicella, e dalle parti di Bardolino e Soave si vive una fase altrettanto brillante. Olga Bussinello, direttore del Consorzio per la tutela dei vini della Valpolicella, dice che "ci sono le premesse per avere un'annata memorabile".
La vendemmia di questo 2011 è cominciata con una decina di giorni d'anticipo rispetto al solito, quindi il 5 settembre per l'uva da pigiatura, quella che serve a produrre il Valpolicella, e tre giorni dopo per quella da riposo, utilizzata per Amarone e Recioto. Ma la cosa importante è la qualità. Il Consorzio promette di aver raccolto "un'uva sanissima, senza nessuna malattia, con una gradazione zuccherina particolarmente alta. La quantità non è stata notevole, ci attesteremo sugli 800 mila quintali, ma di fatto non è un problema".
Una vendemmia molto positiva, dunque, che arriva alla fine di un'estate non comune. L'avvio del germogliamento e della fioritura è stato precoce a causa di un aprile molto caldo. Luglio è stato però molto piovoso e ha rallentato la maturazione. Poi "alla fine ad agosto è tornato il caldo e abbiamo avuto quindici giorni fantastici, con un'alternanza di acqua e sole che ha assicurato la salute della pianta. Ora tocca ai produttori e agli enologi fare un buon lavoro, ma le premesse sono ottime".
Per il Consorzio, la sfida è migliorare i metodi di coltura e di cura delle malattie. "Ci stiamo concentrando sull'uso intelligente dei pesticidi - spiega il direttore - ed emettiamo tre diversi bollettini, per chi segue un metodo biologico, per chi uno tradizionale, e per chi opta per una via di mezzo. Per il futuro intendiamo creare una rete consortile di capannine agrometeorologiche per prevenire e risolvere i problemi con tempestività, cosa che le grandi cantine hanno già".
Ottime prospettive anche per il Bardolino. Secondo il direttore del Consorzio Andrea Vantini l'uva di questa stagione è sana, bella e matura, anche se la quantità sarà del cinque, dieci per cento inferiore all'anno scorso. "Ci attesteremo sui 250 mila ettolitri", dice. In forte crescita il Chiaretto che dalle sei milioni di bottigle del 2006 arriva oggi ai 10 milioni su una produzione complessiva che per il Bardolino è di 32 milioni.
Ma a stonare in un'annata buona per la qualità del vino potrebbe essere l'eventualità di un aumento dei prezzi: "Non ci sarà una differenza enorme - spiega Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio per la tutela del Soave - ma la qualità è buona e in generale l'uva è poca. In queste condizioni i prezzi tendono a salire". Il Consorzio del Soave conta di raccogliere 640 mila quintali di uva, per 450 mila ettolitri di vino. "Ci aspettiamo un vino ideale - dice Lorenzoni - perché quest'anno la Garganega è bellissima".


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